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Alessandra Carati, Atto di famiglia

Un matrimonio di status

Diviso in tre parti (il padre, la madre, la bambina), il romanzo di Alessandra Carati, Atto di famiglia, pubblicato da Neri Pozza racconta la nascita e l’involuzione di una coppia. Lui, lasciato dalla prima moglie, con lei ritrova inizialmente  la spensieratezza infantile. Lei è arrivata al punto della propria vita in cui le manca solo un marito. Bastano tre anni di matrimonio perché tutto cambi: si esaurisce per entrambi la spinta iniziale e quello che sembrava amore si tramuta pian piano nel suo opposto, un odio molto più tenace del sentimento da cui si è generato. Comincia una battaglia legale senza esclusione di colpi, che coinvolge in pieno la bambina dei due. La figlia, che si è accaparrata presto il ruolo di “poverina” e insieme alla sofferenza ha goduto di privilegi particolari (casa, auto, soldi per l’università), dovrà scoprire da adulta che esiste un modo di essere diverso da quello che ha imparato dai suoi. Senza mai schierarsi da una parte o dall’altra, Carati mostra ai lettori il lato osceno della famiglia e lascia aperto uno spiraglio per chi vuole emanciparsi da essa.

Morirò bambina - pensa- perché non ho ma lasciato l’infanzia. Ho sofferto così tanto che ci resterò per sempre.

Alessandra Carati vive a Milano. Ha scritto Bestie da vittoria insieme a Danilo Di Luca (Piemme 2016) e La via perfetta insieme a Daniele Nardi (Einaudi Stile Libero 2019). Con il romanzo E poi saremo salvi (Mondadori 2021) ha vinto il Premio Viareggio-Rèpaci Opera Prima ed è stata finalista al Premio Strega 2022. Con Rosy (Mondadori 2024) ha vinto il Premio Dolores Prato.