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Maria La Tela, Nel nome tuo
Divorata dalla gelosia
Il romanzo di Maria La Tela, Nel nome tuo, pubblicato da Ventanas, si apre con un parto che si svolge in casa. Nasce Amalia, ma muore la madre, Maria. Teresa, la prima figlia, “non conosce ancora l’odio” ma lo scopre presto: quando si rende conto che sua madre non c’è più riversa tutto il suo dolore contro “la bambina nuova” e poi contro Luciè, la balia scelta da sua nonna. La Tela racconta Teresa da quando ha cinque anni alla maturità: è un personaggio estremo, tormentato, che non conosce pace, eppure ogni lettrice e ogni lettore può trovare qualcosa di sé nelle sue pulsioni, nella aggressività che le si ritorce contro. Con Amalia Teresa è allo stesso tempo crudele e protettiva; una volta uscita di casa per entrare in convento rompe ogni rapporto con lei e finisce per istaurare la stessa dinamica distruttiva con Anita, una giovane novizia, di cui diventa amica, senza poter tollerare che la madre superiore la preferisca a lei. Sullo sfondo un piccolo paese del Sud tra gli anni venti e cinquanta con gli echi della guerra, la miseria, il patriarcato. Una storia forte sostenuta da una lingua limpida ad alto tasso di letterarietà.
Maria La Tela è nata nel 1973 a Napoli dove tuttora risiede. Dopo essersi diplomata al liceo linguistico ha seguito per due anni i corsi della Facoltà di Lingue e letterature straniere all’Orientale di Napoli. Ha frequentato poi un corso di scrittura con la Bottega di narrazione. Lavora in campo farmaceutico. Diversi suoi racconti sono comparsi su riviste online, uno è incluso nell’antologia del IV Premio Fogazzaro (2011). Il suo romanzo La fragilità degli occhi asciutti è stato segnalato alla XXX edizione del Premio Calvino.Teresa si mosta sempre più distante da tutti e dalla casa gialla che è diventata per lei solo risentimento e dolore. E quando riesce a infliggere in qualche modo sofferenza a uno dei suoi familiari, in particolare alla bambina, il suo senso di colpa riprende a picchiare dal profondo e l’uomo calvo accucciato nell’orto non fa che fomentarlo.