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Omar Di Monopoli, Il santo degli assetati

L'arrivo dei forestieri

Alberto, un funzionario pubblico incaricato di fare verifiche per un dissalatore, arriva a Torre Languorina, un piccolo borgo balneare del Basso Salento, con suo figlio Nicola, neoassunto riluttante. Siamo negli anni Novanta, il paese, con un unico bar che ha finito persino il caffè, è devastato dalla lotta tra due criminali, Pà Nasi e Stacchiuccio; ogni contadino si è scavato illegalmente il proprio pozzo, e il business dell’acqua portata con l’autobotte è molto lucroso. Nel corso di una giornata campale, Alberto perde due dita della mano e viene rapito; Nicola stringe un legame con Piera, la figlia ribelle del boss. Con la sua lingua ricchissima, densa di echi letterari e di inserti dialettali, Omar Di Monopoli ne Il santo degli assetati (Edizioni NN) evoca uno scenario western ridotto a pura ignoranza e crudeltà: il suo è un Sud divoratore da cui salvarsi è quasi impossibile e i criminali svolgono il loro ruolo con rassegnata brutalità. 

Il ragazzo guardò Piera. Lei lo corrispose. Qualcosa era cambiato. Non era solo la subitanea e immeritata privazione della guida di un genitore in cui, senza prevederlo, entrambi si ritrovavano gemellati.
Era la sete d'azione, l'irrefrenabile volontà di reagire di fronte a un'ingiustizia. E la consapevolezza che ora dovevano scegliere.
E lo avrebbero fatto.
In due.

Omar Di Monopoli (1971), nato a Bologna da famiglia pugliese, ha pubblicato per Isbn Uomini e cani (2007), vincitore del premio Kihlgren, Ferro e fuoco (2008), La legge di Fonzi (2010) e Aspettati l’inferno (2014). Con Adelphi ha pubblicato il noir Nella perfida terra di Dio (2017), tradotto all’estero e divenuto fumetto per Sergio Bonelli editore, e con Feltrinelli Brucia l’aria (2021) e In principio era la Bestia (2023).