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Carlo Calabrò, Cemento e sangue
San Paolo (Brasile)
Un cronista in bicicletta, due gelatai svampiti, la direttrice amministrativa di un grosso gruppo editoriale, una bella pasticcera, e soprattutto un politico senza scrupolo alcuno salgono in scena in Cemento e sangue, il secondo romanzo di Carlo Calabrò, pubblicato da Marsilio e ambientato a San Paolo del Brasile. Si può dire che proprio questa gigantesca e complicata città sia la protagonista del libro, che la mostra in molte delle sue sfaccettature: la San Paolo dei ricchissimi, che vivono blindati nei loro appartamenti di lusso e hanno ingressi separati per i lavoratori, e la San Paolo delle favelas prive dei servizi essenziali. Una serie di omicidi costringe Everton Baross, giornalista trentenne, ad avviare inchieste che non può pubblicare perché la sua capa e amante ritiene che non abbia prove a sufficienza. Compare di sguincio anche Florian Kaufmann, lo svizzero protagonista di Meccanica di un addio, il libro d'esordio di Carlo Calabrò: con questa nuova opera narrativa passiamo dallo sguardo di uno straniero sul Brasile a uno sguardo interno, se possibile ancora più radicale e pessimista.
Carlo Calabrò è nato a Palermo. Bioingegnere per formazione, sceneggiatore e attore per passione, in un paio di vite precedenti è stato anche consulente, banker e imprenditore tra Parigi e San Paolo. Sposato, due figli, vive e lavora a New York. Ha esordito con Meccanica di un addio (Marsilio 2024).Questa città è fatta di cemento e di sangue, e i suoi padroni tra l’uno e l’altro fanno poca differenza. Se l’umanità collettiva delle persone non conta, per cui un politico può fottersene in tutta serenità, allora non conta neppure l’umanità singola di un individuo. Se sei disposto a far morire di fame o di inquinamento o di malasanità alcune migliaia di persone, perché dovrebbe darti noia un omicidio singolo?