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Giosuè Calaciura, L'ammiraglio
L'eterna ferocia dei conquistatori
Al centro del romanzo di Giosuè Calaciura, L’ammiraglio, pubblicato da Sellerio c’è Cristoforo Colombo, il marinaio assetato di conoscenza, “povero di denari ma ricco di una disperata immaginazione”. Calaciura ci mostra il suo personaggio attraverso gli occhi di chi è costretto a seguirlo nella sua folle impresa: gente pronta a sabotare le barche pur di non partire verso l’ignoto. Ma il cuore della narrazione è l’incontro con l’altro, la popolazione indigena che accoglie con entusiasmo i nuovi arrivati e da loro non riceve che spazzatura, malattie e poi catene, lavori forzati, deportazioni. Colombo non vede o non vuole vedere i danni che ha portato nel nuovo mondo, è sempre preso dalle sue carte, dalla sua smania di andare oltre; alla fine è un gran perdente, la sua conquista è una devastazione sia sul piano umano sia su quello ambientale. Tutta la violenza del colonialismo, delle conversioni forzate, dello schiavismo rivivono in queste pagine animate di furore civile e capaci di evocare l’impeto delle onde così come il dolore delle vittime.
Giosuè Calaciura è nato a Palermo nel 1960. Giornalista, collabora con Rai Radio 3, scrive per quotidiani e riviste. I suoi racconti sono apparsi in diverse raccolte, tra queste Disertori (Einaudi, 2001), curata da Giovanna De Angelis, e Luna nuova. Nuovi scrittori dal Sud (Argo, 1997), a cura di Goffredo Fofi. Ha pubblicato i romanzi: Sgobbo, Premio Selezione Campiello (2002), La figlia perduta. La favola dello slum (2005), Urbi et Orbi (2006) La penitenza (2016), e il saggio Pantelleria, l’ultima isola (2016). Con Sellerio Bambini e altri animali (2013), Borgo Vecchio (2017), Il tram di Natale (2018), Io sono Gesù (2021), Malacarne (2022), Una notte (2022) e L'Ammiraglio (2026).Era un marinaio del passato, conosceva la sapienza dei nodi più antichi e obsoleti che neanche i più anziani tra noi sapevano intrecciare perché agguantavano manovre ormai scomparse, e nello stesso tempo sapeva prevedere e governare quei venti sconosciuti e costanti che ci spingevano verso il futuro. Era un uomo nuovo di scienza e antico di credenze.