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Silvia Dai Pra', Brillare

Sulle Alpi Apuane

Al centro del romanzo di Silvia Dai Pra’, Brillare, pubblicato da Mondadori c’è il ritorno a casa della protagonista trentenne, Bianca. Greto, un paese sulle Alpi Apuane la riporta a ricordi dolorosi: sua madre, che era il centro della famiglia, è morta di colpo; suo padre Argo non si è più ripreso, e così anche Viola, sua sorella, che va lentamente alla deriva, circondata da un gruppo di amici sballati. L’improvvisa sparizione di Argo dopo un litigio costringe Bianca, che a Firenze lotta per conquistare un posto all’università, a restare a Greto a occuparsi della sorella. L’unica attrattiva del posto è la presenza di Orlando, un ragazzo gentile che ha provato a fare l’avvocato a Milano ma è tornato al paese perché non sopportava quell’ambiente. A Firenze c’è Christian, il professore con cui Bianca ha una relazione: lui insiste perché torni più interessato al sesso con lei che a leggere i suoi testi. Attraverso gli occhi di Bianca, il suo sarcasmo ma anche la compassionevole lucidità, Dai Pra’ ci offre uno spaccato dell’Italia di oggi in cui paesi si spopolano, lo scenario naturale viene sfruttato e depauperato senza criterio, fare carriera in ambiente universitario per solo merito è praticamente impossibile e il passato delle stragi naziste continua a pesare come un macigno. 

La gente ama condividere le proprie epifanie luminose, quei momenti in cui - il bagliore di un raggio di sole inatteso, la risata incontenibile di un bimbo - ci si ritrova trafitti dall'improvvisa apparizione di un senso: ma io avevo esperienza solo di epifanie nere, attimi in cui l'universo ci si rivela come un enorme agglomerato privo di significato in cui siamo gettati senza una ragione apparente, costretti a trasportarci appresso corpi malati e a frizionarli l'uno contro l'altro, coltivando odi e rancori e invidie e insoddisfazioni che ci renderanno impossibile cogliere le piccole gioie di cui sopra, sommerse come sono da cumuli di cenere e di polvere.

Silvia Dai Pra’ è nata a Pontremoli, cresciuta a Massa, e ora vive a Roma, dove insegna in una scuola superiore. 
Laureata in Lettere, ha conseguito un dottorato di ricerca dedicato all’opera di Elsa Morante. Tra i suoi libri: La bambina felice (Gremese, 2007), Quelli che però è lo stesso (Laterza, 2011), Senza salutare nessuno. Un ritorno in Istria (Laterza, 2019). Nel 2022 ha pubblicato I giudizi sospesi con Mondadori, premio Dolores Prato – città di Treia.