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Licia Tumminello, La lunga estate dei gelsomini

In difesa dei propri diritti

Grazia, la protagonista di La lunga estate dei gelsomini, il romanzo di Licia Tumminello pubblicato da Editrice Nord, fa la gelsominaia da quando aveva undici anni. Il libro si apre a Milazzo nel 1945: Grazia è una ventitreenne sposata con Michele, che vorrebbe farle lasciare il lavoro nella speranza che resti incinta. Tumminello racconta la presa di coscienza di Grazia delle ingiustizie che lei e le sue compagne subiscono: le loro condizioni lavorative sono pessime, i campi sono infestati di parassiti, vengono pagate in base a quanti fiori riescono a raccogliere, spesso si devono portare con sé i figli neonati, e le bambine non possono frequentare la scuola perché impegnate nella raccolta. Quando Grazia scopre che l’amata nipote Vita, già traumatizzata dalla morte del nonno avvenuta sotto i suoi occhi, è stata molestata da un caporale, decide che la misura è colma. A darle coraggio c’è anche l’incontro con Francesco, suo primo amore ora divenuto medico, che è molto sensibile alla condizione di donne e bambini. Partendo dalla storia vera dello sciopero delle gelsominaie, l’autrice costruisce un romanzo sull’importanza di lottare per i propri diritti. 

Barone, mi credesse, noi siamo brave e ci mettiamo tutto l'impegno nella terra sua, ma così ci lasciamo la vita. Si mettesse una mano sul cuore. Noi con i gelsomini ci diamo da mangiare alla famiglia nostra. Ogni giorno che non lavoriamo è un pasto in meno. Ci sono madri che, se non travagghiano, ci levano il pane di bocca ai figghi, ma che dobbiamo fare? E, glielo devo dire per sincerità, ché ci ho giurato che minzugnarie non ne dico, io ci stavo lasciando la vita, ché m'ammalai e fui pure ricoverata. E'sta ragazza...' sta ragazza ci ha lasciato qualcosa di più, perché gli uomini suoi, lei non lo sa, no, non se lo immagina quello che sono capaci di fare.

Licia Tumminello è palermitana di nascita e cremasca di adozione. Laureata in Giurisprudenza, ha lavorato per anni in ambito bancario, prima di dedicarsi alla scrittura. Ha ottenuto vari riconoscimenti letterari, tra cui il Premio Giorgione, il Premio SquiLibri e la segnalazione del Comitato di Lettura del Premio Calvino, XXXV edizione.