Rai Cultura

Il tuo browser non supporta video HTML5

Daniele Petruccioli, Il partito disarmato

Crescere con le femministe

In Il partito disarmato (Kalós), Daniele Petruccioli racconta le femministe degli anni settanta: c'è il loro punto di vista e c'è quello di un bambino che cresce osservando la madre e le sue amiche. Anni di scoperta di un modo diverso di comunicare tra donne, del piacere di discutere, litigare, ridere di tutto, anni pieni di libertà, di manifestazioni di piazza, di progetti visionari. La protagonista, Benni, accoglie in casa le interminabili riunioni, si separa dal marito, salta in macchina con i figli, organizza seminari, fonda un importante centro culturale, sogna un partito di donne che salvi il mondo. Muore troppo presto. Questo libro è anche un omaggio alla memoria di Michi Staderini, madre dell'autore, un inno alla sua forza, al suo anticonformismo, al suo idealismo.

Il futuro bisogna immaginarselo. Sennò, quando arriva? Insomma lì ho capito che il partito delle donne, questo partito disarmato che è l’unica cosa, l’unica, mi senti, che può salvare il mondo (perché, come per il sesso, se lasceremo agli uomini l’esclusiva dell’immaginario sulla gestione del potere, economico e politico e anche militare, quelli ci fanno morire, faranno estinguere la razza umana, dai retta a me: qualsiasi immaginario che abbia un sesso solo è condannato, almeno nel nostro mondo umano; per questo ce l’ho con le separatiste a oltranza; bisogna sapersi imporre, prima ma bisogna sapersi anche rimescolare poi), insomma questo partito di donne (non delle, non per: di) ci sarà.

Daniele Petruccioli è nato a Roma nel 1970. Si è diplomato all’Accademia nazionale d’arte drammatica Silvio D’Amico e per anni ha lavorato in teatro come attore e regista, comparendo anche in fiction televisive come Il maresciallo Rocca. Dal 2005 è soprattutto traduttore dal portoghese, dal francese e dall’inglese. È la voce italiana di autori come Dulce Maria Cardoso, Philippe Djian, Alain Mabanckou e Will Self. Insegna traduzione all’università Unint di Roma e ha pubblicato due saggi sul mestiere, Falsi d’autore (Quodlibet, 2014) e Le pagine nere (2017). Come romanziere ha esordito nel 2020 con La casa delle madri, seguito da Si vede che non era destino (2023) e Viaggio nell’Ade (2025).