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Mattia Cecchini, Questa lotta senza tregua

I diritti negati

Due giovani, Tommaso e Milot, sono alle prese con la perdita del lavoro: la fabbrica di Vincenzo Bonci chiude e riaprirà in Polonia. Partono le manifestazioni sindacali, monta la rabbia, che nel caso di Minot si aggiunge a quella che sperimenta da sempre come immigrato In Italia a causa della guerra in Kosovo. Poi c’è Alessia, sorella di Tommaso e fidanzata di Milot, che fa lezioni private a dieci euro l’ora a Greta la figlia di Bonci e che si trova suo malgrado coinvolta nelle azioni dei suoi cari. In Questa lotta senza tregua (Terrarossa), Mattia Cecchini racconta la sensazione di essere messi con le spalle al muro, la consapevolezza di non poter garantire una vita decente a sé stessi e ai propri cari e la rabbia cieca che ne deriva. 

Il problema è che hai già trent’anni. Anzi, che hai solo trent’anni e sei già sicuro che non te la caverai. Sbarcare il lunario. Non sei più in grado. Calma: calma e calmati. Ragiona. Respira. Respira questa aria ghiaccia che si conficca come nodi nelle narici.

Mattia Cecchini è nato in Umbria nel 1992 e lavora a Norimberga. Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati su riviste e blog letterari come ‘tina, Bomarscé, Narrandom, Pastrengo, Split e ha collaborato a Yanez con interviste e recensioni. Questa lotta senza tregua è il suo romanzo d’esordio (edito da Terrarossa), segnalato dal Premio Calvino nel 2024 e finalista anche al Premio Zeno e al Premio Dante Arfelli.