Rai Cultura

Festival della Letteratura di Viaggio 2026

Roma, XVII edizione

10-Giu-2026 > 14-Giu-2026
Il Festival della Letteratura di Viaggio - che nel 2026 giunge alla sua XVII edizione - è dedicato al racconto del mondo, attraverso diverse discipline e forme di narrazione del viaggio, di genti e contesti, di paesaggi e umanità, vicino e lontano: dalla geografia all’antropologia, dalla storia alla filosofia, dalla letteratura al giornalismo, dalla fotografia al cinema, dalla tv al teatro, dalla musica alla danza, dal web al fumetto. Storie, testimonianze, visioni. Viaggi, esplorazioni, avventure, ricerche. Un insieme di incontri, premi, mostre, lectio, proiezioni, spettacoli, laboratori, passeggiate, attività dedicate a persone con disabilità e a bambine/i. Un invito al viaggio, come scoperta e conoscenza di luoghi da attraversare e culture da accostare. Ad andare, accanto o altrove. All’incontro e all’ascolto. Al rispetto dell’alterità. All’immersione e all’esperienza, alla meraviglia. Ad aver cura dell’ambiente (naturalmente il Festival è attento alla sostenibilità, nella progettazione e realizzazione degli eventi).

Il Festival della Letteratura di Viaggio, nato da un’idea di Claudio Bocci e un progetto di Antonio Politano, è promosso dal 2008 dalla Società Geografica Italiana (ente fondato nel 1867 che sostiene la cultura geografica, favorisce la conoscenza del territorio, del paesaggio, dell’ambiente e la salvaguardia dei beni culturali).

Con la direzione artistica di Antonio Politano, è organizzato da Cultura del Viaggio (associazione che realizza narrazioni e progetti legati alla categoria del viaggio, esplorando format e linguaggi diversi, di cui Claudio Bocci è presidente e Luca Agostinelli segretario).

Il viaggio non soltanto allarga la mente: le dà forma

Bruce Chatwin

Quest’anno il Festival - pur toccando, come sempre, tematiche diverse in relazione all’attualità e alle opere recenti di autori invitati - avrà come tema principale: “Sud!”, con un punto esclamativo, rivendicazione di senso e valore. Il Sud globale, i vari sud del mondo, il Meridione d’Italia. Africa, America Latina, una certa Asia, Oceania, Antartide. Storie, geografie, antropologie e prospettive differenti rispetto a quelle consuete e prevalenti del Nord del mondo. Sud è anche «un’intensità che attraversa le relazioni», un’energia, una luce, un paesaggio ideale, categoria dell’anima, dimensione del sogno e del desiderio, lentezza del tempo, apertura esistenziale. Il Sud globale è una realtà complessa, disomogenea, in trasformazione, non pura classificazione geografica o definizione geopolitica (legata a passati coloniali, disuguali relazioni di potere, dipendenze economiche). Anche il nostro Mezzogiorno è in movimento, da guardare oltre i cliché, l’idealizzazione, i pregiudizi (per riflettere anche sull’attualità della cosiddetta “questione meridionale”, oggi parte di una più ampia “questione mediterranea”).
Il Festival darà spazio a narrazioni che rivisitano la tradizione e si calano nella contemporaneità, mettendo in dialogo generi e discipline anche non strettamente letterarie (film, canzoni, ricerche, saggi, inchieste, immagini).

Saettammo oltre i misteriosi segnali bianchi nella notte, in qualche punto del New Jersey, che dicono SUD (con una freccia) e OVEST (con una freccia) e prendemmo quella del sud

Jack Kerouac

Due premi sono stati istituiti in occasione del Festival: il Premio Navicella d’Oro e il Premio Kapuściński. Creato nel 2008, il Premio Navicella d’Oro Società Geografica Italiana - che giunge nel 2026 alla XVII edizione - è stato assegnato negli anni a chi ha espresso particolare sensibilità verso il racconto e la rappresentazione del mondo, l’analisi e interpretazione di luoghi e culture, natura e specie. Autori che provengono da letteratura e musica, arti visive e discipline umanistiche e scientifiche; rappresentanti di organizzazioni e singoli cittadini che si battono per la tutela di paesaggio e ambiente, il rispetto delle libertà e dei diritti fondamentali.

Bisogna fare come fa il viandante che vuole sapere quanto sono alte le torri di una città: egli abbandona la città

Friedrich Nietzsche


L’altro premio creato in occasione del Festival (che giunge nel 2026 alla XII edizione) è il Premio Kapuściński: un premio per il reportage, per la capacità di raccontare persone e contesti, luoghi e culture, storie; di osservare da cronista e restituire da narratore. Attraverso parole, immagini. Tra giornalismo, letteratura, fotografia, televisione, fumetto, cinema. Il premio è stato istituito nel 2012 in memoria dello scrittore e giornalista polacco Ryszard Kapuściński, il più importante autore di reportage giornalistici e letterari del Novecento. In collaborazione con la famiglia Kapuściński (la moglie Alicja Kapuścińska, la figlia Rene Maisner), l’Istituto Polacco di Roma e il giornalista e poeta polacco Jaroslaw Mikolajevski.

Il viaggio più prezioso è quello del reportage, il viaggio etnografico o antropologico intrapreso per conoscere meglio il mondo, la storia, i cambiamenti avvenuti, in modo da trasmettere agli altri le conoscenze acquisite

Ryszard Kapuściński


La Società Geografica Italiana, che promuove il Festival della Letteratura di Viaggio dal 2008, è la più antica delle associazioni geografiche in Italia. Fondata a Firenze nel 1867, con l’obiettivo di dare impulso alla cultura e alle conoscenze geografiche, fu trasferita a Roma nel 1872, dove da oltre cento anni ha sede in un edificio cinquecentesco - Palazzetto Mattei - all’interno di Villa Celimontana (sul colle del Celio, poco distante dal Colosseo). Oggi si concentra prevalentemente sulla promozione della ricerca scientifica e sulle attività di divulgazione, realizzate mediante studi e ricerche sul territorio e l’ambiente, una prestigiosa attività editoriale (pubblica dal 1868 il Bollettino della Società Geografica Italiana), l’organizzazione di incontri, convegni, conferenze e viaggi di studio, la collaborazione con associazioni e istituzioni e altre società geografiche, italiane e straniere. La sua biblioteca custodisce la raccolta documentaria specializzata più importante d’Italia e tra le maggiori d’Europa (con più di 400 mila volumi, tra cui testi antichi, rari manoscritti di viaggi del XVI, XVII, XVIII e XIX secolo, atlanti antichi e moderni) La cartoteca vanta più di 250 mila documenti (tra cui la carta nautica di Albino de Canepa del 1480). L’archivio fotografico rappresenta uno dei giacimenti culturali di maggior pregio nello scenario nazionale con oltre 400 mila documenti fotografici (positivi, negativi, diapositive e cartoline d’epoca).