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Sergio Zoppi. Umberto Zanotti Bianco
Un umanista al servizio della nazione
Nel video Sergio Zoppi, intervistato il 28 aprile 2025, ricorda la figura dell’archeologo, scrittore e filantropo Umberto Zanotti Bianco (Canea, Creta, 22 gennaio 1889 - Roma, 28 agosto 1963).
I suoi ideali sono molteplici, ha una venerazione per Mazzini e la sua visione italiana ed europea, sente il magistero di Croce e anche i potenti richiami al cristianesimo delle origini del romanziere russo Lev Tolstoj, si mostra devoto nei confronti dello scrittore cattolico Fogazzaro e suoi maestri sono stati anche Giustino Fortunato, Leopoldo Franchetti e Luigi Einaudi.
Dopo il terremoto di Reggio Calabria e Messina del 1908 andò a prestare soccorso alle popolazioni colpite, mostrando le sue capacità pratiche nella cura delle malattie dei bambini, nell’istruzione dei ragazzi e nel 1910 creò l'ANIMI, Associazione nazionale per gli interessi del Mezzogiorno, con Pasquale Villari e Leopoldo Franchetti, fondando ambulatori medici, biblioteche scolastiche, cooperative.
Si dedica all’archeologia sotto la guida di Paolo Orsi e con l’assistenza di Paola Zancani-Montuoro scopre l'Heraion del Sele.
Sergio Zoppi (Sesto Fiorentino, 28 marzo 1935) si è laureato in Scienze politiche nell’Università di Firenze avendo per relatore Giovanni Spadolini. Vicino agli ambienti del cattolicesimo democratico (di quel mondo cattolico vivacissimo che fu prima e dopo la guerra mondiale Firenze), è stato il capo redattore del «Nuovo osservatore», un originale quanto vitale periodico fondato e diretto da Giulio Pastore. Dopo aver pubblicato vari libri sul pensiero e l’azione dei cattolici, negli anni Settanta Zoppi è stato soprattutto studioso ed esperto acuto della questione meridionale. Tra il 1976 e il 1996, è stato il direttore generale e poi il presidente del FORMEZ’, acquisendo per così dire “sul campo” una rara conoscenza dei problemi del Mezzogiorno. Nello stesso 1996 è nominato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Funzione pubblica e Affari regionali nel primo governo Prodi e sottosegretario al Ministero della Pubblica istruzione nel primo governo D’Alema. Dal 2001 per un biennio è stato presidente del Cra (Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura). Nel 2007 è stato nominato componente del Centro nazionale per l'informatica nella pubblica amministrazione (CNIPA). Collabora assiduamente alla «Rivista giuridica del Mezzogiorno» e alla «Rivista economica del Mezzogiorno» promosse dalla SVIMEZ di cui è consigliere.
I suoi ideali sono molteplici, ha una venerazione per Mazzini e la sua visione italiana ed europea, sente il magistero di Croce e anche i potenti richiami al cristianesimo delle origini del romanziere russo Lev Tolstoj, si mostra devoto nei confronti dello scrittore cattolico Fogazzaro e suoi maestri sono stati anche Giustino Fortunato, Leopoldo Franchetti e Luigi Einaudi.
Dopo il terremoto di Reggio Calabria e Messina del 1908 andò a prestare soccorso alle popolazioni colpite, mostrando le sue capacità pratiche nella cura delle malattie dei bambini, nell’istruzione dei ragazzi e nel 1910 creò l'ANIMI, Associazione nazionale per gli interessi del Mezzogiorno, con Pasquale Villari e Leopoldo Franchetti, fondando ambulatori medici, biblioteche scolastiche, cooperative.
Si arruola come volontario nella Grande Guerra, nella quale vede la possibilità del completamento dell’unità italiana, viene ferito gravemente, con conseguenze negative che dureranno per tutta la sua vita ed è decorato con medaglia d’argento, che restituirà nel 1925 in polemica con il regime fascista.Zanotti Bianco aveva fatto una sua scelta di vita, il Mezzogiorno sconosciuto era diventato la sua seconda patria.
Si dedica all’archeologia sotto la guida di Paolo Orsi e con l’assistenza di Paola Zancani-Montuoro scopre l'Heraion del Sele.
Nel 1955 partecipa alla fondazione dell’associazione Italia Nostra per la salvaguardia del patrimonio storico artistico e naturale italiano, della quale sarà presidente fino alla morte.Nel 1944 viene nominato dal governo commissario per ricostituire la Croce Rossa Italiana e nel 1952 il Presidente Einaudi lo nomina senatore a vita, incarico porterà avanti a tempo pieno, dedicandosi alla ricostruzione civile e politica del Paese presentando decine di interrogazioni sui fatti della vita culturale italiana.
Sergio Zoppi (Sesto Fiorentino, 28 marzo 1935) si è laureato in Scienze politiche nell’Università di Firenze avendo per relatore Giovanni Spadolini. Vicino agli ambienti del cattolicesimo democratico (di quel mondo cattolico vivacissimo che fu prima e dopo la guerra mondiale Firenze), è stato il capo redattore del «Nuovo osservatore», un originale quanto vitale periodico fondato e diretto da Giulio Pastore. Dopo aver pubblicato vari libri sul pensiero e l’azione dei cattolici, negli anni Settanta Zoppi è stato soprattutto studioso ed esperto acuto della questione meridionale. Tra il 1976 e il 1996, è stato il direttore generale e poi il presidente del FORMEZ’, acquisendo per così dire “sul campo” una rara conoscenza dei problemi del Mezzogiorno. Nello stesso 1996 è nominato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Funzione pubblica e Affari regionali nel primo governo Prodi e sottosegretario al Ministero della Pubblica istruzione nel primo governo D’Alema. Dal 2001 per un biennio è stato presidente del Cra (Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura). Nel 2007 è stato nominato componente del Centro nazionale per l'informatica nella pubblica amministrazione (CNIPA). Collabora assiduamente alla «Rivista giuridica del Mezzogiorno» e alla «Rivista economica del Mezzogiorno» promosse dalla SVIMEZ di cui è consigliere.