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Percorsi di mediazione teatrale al Festival dei Due Mondi
Intervista a Elisabetta Proietti
I percorsi di mediazione teatrale sono essenzialmente un lavoro sullo sguardo, sull’affinamento dello sguardo. Lo spostamento continuo del punto di vista, per non accontentarsi della prima impressione, ma per andare in profondità ed essere messi davanti alla consapevolezza dell’umano, che poi è ciò che va – ogni volta – in scena. Anche con Vanessa di Menotti e Barber.
Foto: Cinzia Filippini
I ragazzi e le ragazze del Liceo "Sansi, Leonardi, Volta" di Spoleto - guidati da Elisabetta Proietti, Lorella Natalizi e Mauro Pietrini - hanno apprezzato la regia, la scenografia, osservato i caratteri dei personaggi anche attraverso la traiettoria del loro camminare nello spazio. Le danze, i movimenti coreografici della servitù, la sapienza delle luci e delle ombre hanno molto colpito i giovanissimi così come le voci e, naturalmente, la trama che in qualcuno ha aperto collegamenti con Freud.Il teatro come innesco, anche di una ricerca del sé. Attraversando ‘Vanessa’, opera che tocca il tempo e il destino, ci siamo interrogati sulle paure del diventare adulti e sui ricordi che non si vorrebbero dimenticare. L’approccio della Pedagogia dell’espressione mette in gioco tutte le moltitudini della persona e richiama alla presenza piena
Elisabetta Proietti, Ricercatrice Università Roma 3
Foto: Cinzia Filippini