Rai Cultura

Il tuo browser non supporta video HTML5

Quando il Nord è a Sud

Il campo magnetico e la polarità

Il nord si sposta a sud? Spesso capita. Il campo magnetico terrestre nel corso dei millenni ha capovolto la sua polarità molte volte. E cioè il nord magnetico si è spostato al polo sud, per poi riposizionarsi al polo nord, più e più volte. Le inversioni dei poli sono la regola, non sono un evento catastrofico istantaneo, e non avvengono ad intervalli regolari.Ci sono stati periodi di stabilità di centinaia di migliaia o milioni di anni, ed inversioni ravvicinate, a distanza di poche decine di migliaia di anni. I campioni di sedimenti prelevati da fondali oceanici ci raccontano quando si è spostata la polarità magnetica. Il campo magnetico terrestre, infatti, determina la magnetizzazione della lava. E quindi non appena la lava si solidifica, si crea un indice sull’orientamento magnetico in quel momento. Ma perché i poli si invertono?

In base a nuove ricerche sembra che le inversioni del campo magnetico siano causate dalla risalita di giganteschi corpi lavici che periodicamente si formano in prossimità del confine tra il nucleo terrestre e il mantello: lo dimostrerebbero gli studi sulle onde sismiche dei più forti terremoti del pianeta. Il nucleo della Terra inizia a circa 2.900 km sotto la superficie ed è composto da una sfera di ferro e in piccola percentuale di nichel, ossigeno e idrogeno.


La temperatura al confine con il mantello è di circa 4.000 gradi centigradi, ossia più o meno quella del Sole, e la pressione è 1,3 milioni di volte superiore a quella del "livello del mare". Nel nucleo esterno, che è liquido, si forma il campo magnetico che protegge la Terra dalle radiazioni che giungono dallo spazio. Non possiamo raggiungerlo e l'unico modo per studiarlo, e analizzare le caratteristiche del limite tra il mantello e il nucleo, è quello di analizzare la propagazione delle onde prodotte dai terremoti di maggiore intensità.