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Ortensio Zecchino. La Costituzione di Federico II

Melfi 1231. Una legge per il Regno di Sicilia e un manifesto del potere imperiale

Nel video lo storico e politico Ortensio Zecchino, autore del libro Melfi 1231: Federico II e l'emanazione della Costituzione, pubblicato nel 2025 da Laterza, parla della Costituzione del Regno di Sicilia del 1231

Al crinale tra Medioevo e modernità, la Costituzione di Federico II fu dettata per il Regno di Sicilia, ma divenne immediatamente un vigoroso manifesto del potere imperiale.  


Federico II, che si ritrova ad essere imperatore del Sacro Romano Impero e Re di Sicilia, una contraddizione perché a quel tempo i regni nascevano e si sviluppavano erodendo e usurpando poteri e territori all’Impero, nel 1231 decide di emanare una Costituzione per il Regno di Sicilia, che aveva vissuto un periodo di grande disordine e anarchia, perché, come tutti i grandi sovrani, aveva l’ambizione di lasciare ai posteri una grande legislazione. 

Federico II sostiene la derivazione divina del suo potere, ma pretende di ancorarla alla modalità con la quale venivano investiti gli imperatori romani, una delega che il popolo conferiva all’imperatore, quindi superando l’intermediazione papale. 

Non c’è aspetto della vita che non venga normato, anche in maniera dettagliata, dalla Costituzione di Federico, la feudalità resiste, ma nasce la struttura burocratica del regno. Era nata anche l’Università di Napoli e vengono dettate norme per coloro che vogliono esercitare le professioni di medico e di avvocato: viene stabilito, per esempio, che chi si iscrive a medicina debba aver studiato logica per tre anni, perché la logica, quindi la capacità di esercizio del pensiero critico, è il presupposto degli studi di medicina e poi per poter esercitare la professione di medico viene resa obbligatoria l’abilitazione concessa dai medici della Scuola Medica Salernitana. 

La Costituzione di Melfi è un testo bifronte, come lo stesso Federico II, che era contemporaneamente re e imperatore, sovrapposizione di poteri che alimenterà il contrasto con il papato, testimoniato dalla corrispondenza con il Papa Gregorio IX, fino alla scomunica del 1239.  

Ho avuto la fortuna di scoprire un testo sconosciuto, ma il più importante, della Costituzione di Melfi, del 1492, che si trovava nella Biblioteca Colombina di Siviglia, e l’ho pubblicato nell’Enciclopedia federiciana Treccani. Questo testo parla della Costituzione di Federico II al singolare, come tutte le prime fonti. Solo in età rinascimentale si cominciò ad utilizzare il plurale, Costituzioni, forse come omaggio alla romanità.  

Ortensio Zecchino, storico del diritto, ha insegnato nelle Università Carlo Bo di Urbino, Federico II di Napoli, Lumsa di Roma, Suor Orsola Benincasa di Napoli. Ha presieduto il Comitato direttivo dell’Enciclopedia Treccani Federico II. Presiede il Centro Europeo di Studi Normanni. Ultime sue opere: Gregorio contro Federico. Il conflitto per dettar legge (Salerno 2018, tradotto in francese e spagnolo), L’eterno conflitto tra i ‘signori’ del diritto (Editoriale scientifica, 2020), Storie di manoscritti, libri e biblioteche (Rubbettino 2021), e La Costituzione di Ruggero II (Rubbettino 2023). È stato consigliere regionale, parlamentare europeo, senatore della Repubblica – presidente delle commissioni Affari Europei, Cultura, Giustizia – Ministro dell’Università e Ricerca in tre Governi. Ha cofondato e presiede Biogem, Istituto di ricerche genetiche. Esposizioni di sue foto a Roma, Mantova, Napoli, Venezia, Vittoriale degli Italiani, San Pietroburgo.