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My Fier Ignorant Step
Christos Papadopoulos a Torinodanza
My Fierce Ignorant Step èuna performance sull’euforia dell’essere vivi. Dieci danzatori danno vita a un paesaggio sonoro estatico e alla coreografia che ne scaturisce. Ricordi e ascolti, voci e corpi, risuonano tutti come strumenti musicali, costruendo gradualmente un entusiasmo condiviso. Il nuovo lavoro di Christos Papadopoulos esplora il modo in cui il movimento si trasforma in una melodia, in cui i corpi dei danzatori vibrano e, attraverso essi, vibrano potenzialmente anche i corpi di chi sta nel pubblico.
In questa nuova coreografia, una pluralità di corpi pulsa sul palco, marciando con occhi ben aperti verso ciò che la aspetta. Il suo respiro diventa una voce che guida i passi: a volte ampi, altre volte piccoli, ma sempre decisi e determinati, quasi spensierati. I corpi dei danzatori respirano, i loro respiri diventano suoni che si trasformano in voci e in movimenti, che si intensificano costantemente.
Per il coreografo, l’impulso iniziale alla creazione di My Fierce Ignorant Step è radicato nei ricordi sonori della sua infanzia e giovinezza che condivide con molti greci; ricordi collettivi legati al destino della Grecia, anche se non è sempre evidente. Il progetto mette in rilievo qualità che sono sempre state presenti nell’opera di Christos Papadopoulos, ma con un’enfasi radicalmente diversa. Temi e materiali specifici che hanno interessato l’artista fin dagli esordi, sono adesso chiaramente individuabili. Tra questi c’è l’idea di “insieme”, il semplice punto di innesco, da cui sembrano scaturire sia la politica sia l’amore. Questo è il motivo per cui in questa coreografia gli artisti danzano insieme.
Spiega Christos Papadopoulos: «In scena assistiamo alla sincronizzazione di movimenti moltiplicati, ma non è questo l’obiettivo: noi non danziamo insieme perché siamo sincronizzati, ma ci sincronizziamo perché siamo insieme. La priorità non è il sistema che in questo modo emerge, né lo è la bellezza. Questi sono solo i meccanismi che ci permettono di ritrovarci, di esistere, di incontrarci e di meravigliarci per l’energia che si crea, si moltiplica, si disperde e si offre. C’è un valore che tiene insieme tutto, qui. Non è fede in un sistema, in una macchina o in un espediente, ma un’audace fiducia nel bene.»«Come si può non provare rabbia per tutto ciò che sta succedendo intono a noi? Come si fa a sopportare questa realtà? La situazione politica, l’ascesa dell’estrema destra, la corruzione, le guerre che ormai abbiamo finito per accettare come una sorta di normalità politica, la distruzione dell’ambiente: tutte cose che un tempo credevamo non avremmo mai dovuto affrontare e che ormai sono diventate realtà.In questa realtà desolante, dove i confini della distopia sono già stati superati, mi sono recentemente ritrovato a riflettere sugli anni della mia adolescenza. Ricordo quella voglia di vivere, la frenesia, l’impulso risoluto, la sensazione che tutto fosse possibile. Quella certezza incrollabile che il mondo fosse davanti a noi, aperto e nostro, e che potessimo vivere come desideravamo e meritavamo. Questo lavoro è il mio tentativo di ripercorrere quello stato d’animo. Di trovarlo di nuovo. E con esso, di ritrovare quella forza, quell’ottimismo e quel senso di “insieme”.Devo ricordare a me stesso che sperare è già un atto di resistenza e che quel coraggio non era né ingenuo né superato. Era vero. E continua ad esserlo.»
Christos Papadopoulos
Christos Papadopoulos ha studiato danza e coreografia alla SNDO (School for New Dance Development) di Amsterdam, teatro alla Drama School of the National Theatre of Greece, e scienze politiche ad Atene. È fondatore della compagnia di danza The Lion and The Wolf.
I suoi primi lavori, Opus e Elvedon, presentati al Porta Theatre in Grecia, hanno riscosso molto successo, tanto che Elvedon è stato selezionato da Aerowaves 2016 ed è stato rappresentato a Parigi, ad Amsterdam e in altre città europee, e Opus è stato selezionato da Aerowaves 2018 e poco dopo ha iniziato la sua tournée internazionale. Un altro lavoro di Papadopoulos che continua a riscuotere successo in tournée è Ion (2018), commissionato da Onassis Stegi e coprodotto dal Théâtre de la Ville di Parigi e da Le Lieu Unique di Nantes. In seguito ha realizzato Larsen C (2021), una coproduzione internazionale, che è già stata presentata in più di 25 piazze e festival in tutta Europa. Nel 2023 ha creato Mellowing per la prestigiosa compagnia di danza Dance On e, successivamente, Mycelium per il Lyon Opera Ballet e la Biennale de la Danse Lyon. A dicembre 2023 ha diretto Nekyia, una performance musicale di Giannis Aggelakas, e, nel 2024, ha creato Ties Unseen, per il Netherlands Dance Theater (NDT 1). Nel 2025 ha creato My Fierce Ignorant Step.
Christos Papadopoulos ha collaborato come performer con Dimitri Papaioannou, WeGo Company, Alexandra Waiershtal, Robert Stein, Fotis Nikolaou, e altri.Ha collaborato anche con numerosi registi teatrali e cinematografici, tra cui Yorgos Lanthimos, Costa-Gavras, Michael Marmarinos, e Dimitris Karantzas.
Nel febbraio 2025 ha ricevuto il prestigioso Rose International Dance Award istituito dal rinomato centro di danza inglese Sadler’s Wells.
Fonderie Limone di Moncalieri
12 settembre ore 20, 45
13 settembre ore 18