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Gennaro Sasso. Benedetto Croce e il fascismo
Il Manifesto degli intellettuali antifascisti
Gennaro Sasso parla della contrapposizione tra il manifesto degli intellettuali fascisti di Giovanni Gentile e quello degli intellettuali antifascisti di Benedetto Croce, entrambi del 1925, sul punto fondamentale del Risorgimento. Gentile considerava il fascismo il compimento del processo risorgimentale attraverso la coniugazione della libertà con l’autorità dello Stato, mentre Croce considerava il fascismo la negazione del Risorgimento in quanto negazione della libertà a cui gli uomini del Risorgimento si erano ispirati.
La definizione crociana del fascismo come malattia morale, che attacca un organismo sano e che può essere curata, è una tesi minimizzante dell’importanza del fascismo nella storia italiana ed è una tesi con la quale Croce ha cercato di sopravvivere allo choc che il fascismo aveva provocato nella sua anima liberale.
Tra le sue opere: Niccolò Machiavelli. Storia del suo pensiero politico (1958, seconda edizione del 1980), Benedetto Croce. La ricerca della dialettica (1975), Il progresso e la morte. Saggi su Lucrezio (1979), Essere e negazione (1987), Per invigilare me stesso. I Taccuini di lavoro di Benedetto Croce (1989), L'essere e le differenze. Sul "Sofista" di Platone (1991), Variazioni sulla storia di una rivista italiana: "La Cultura" (1992), Filosofia e idealismo (1994-2012), Le due Italie di Giovanni Gentile (1998), Tempo, evento, divenire (1996), Fondamento e giudizio. Un duplice tramonto? (2003), Il principio, le cose (2004), Dante, Guido e Francesca (2008), Il logo, la morte (2010), Ulisse e il desiderio. Il canto XXVI dell'Inferno (2011), Allegoria e simbolo (2014), Su Machiavelli: ultimi scritti (2015), Forti cose a pensar mettere in versi (2018).