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Gabriele Guzzi. Eurosuicidio
Riflessioni sulla crisi italiana ed europea
Nel video Gabriele Guzzi, economista e filosofo, parla del suo libro Eurosuicidio. Come l’Unione Europea ha soffocato l’Italia e come possiamo salvarci, con prefazione di Lucio Caracciolo, pubblicato nel 2025 da Fazi Editore, un'indagine sulla crisi del processo di integrazione europeo.
Secondo Guzzi, la crisi origina dalle scelte che hanno dato origine all’unione europea, quelle economiche, in particolare l’unione monetaria, e quelle politiche, che hanno dato vita a un’istituzione sostanzialmente ibrida, che non è uno stato ma che ha le prerogative di uno stato, come la moneta e la Banca centrale.
Gabriele Guzzi, economista e filosofo, nato nel 1993, ha lavorato come consulente economico a Palazzo Chigi e presso il Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Laureato con lode in Economia politica alla Luiss e alla Bocconi, è dottore di ricerca all’Università Roma Tre ed è professore a contratto in Economia dell’integrazione europea e Storia economica all’Università di Cassino. È stato borsista di ricerca presso la Fondazione Luigi Einaudi di Torino, ha lavorato per lavoce.info, fondato Rethinking Economics Bocconi ed è presidente del movimento culturale giovanile l’Indispensabile. Collabora con «il Fatto Quotidiano», «Limes», «La Fionda» e Rai Radio. Ha pubblicato diversi articoli in riviste e volumi, e la raccolta poetica Un volto da un vuoto (Pequod, 2023), vincitrice del premio Flaiano Poesia under 30 e del premio di poesia Laurentum – SIAE per i giovani talenti.
Secondo Guzzi, la crisi origina dalle scelte che hanno dato origine all’unione europea, quelle economiche, in particolare l’unione monetaria, e quelle politiche, che hanno dato vita a un’istituzione sostanzialmente ibrida, che non è uno stato ma che ha le prerogative di uno stato, come la moneta e la Banca centrale.
I dati di questi ultimi trent’anni rivelano un declino economico dell’Italia, che non ha precedenti nella storia del capitalismo moderno.
Ci sono quattro eventi, successivi al delitto Moro, avvenuti dal 1978 al 198, che, anche simbolicamente, possono rappresentare l’inizio di questa omologazione a regole che hanno comportato il declino economico italiano. Il primo è il cosiddetto "Piano Pandolfi", un documento di programmazione economica di natura neoliberale, incentrato su competitività e moderazione salariale, che era novità assoluta in tempi nei quali lo stato aveva obiettivi sociali e di democratizzazione dell’economia, il secondo è la sconfitta del sindacato con la "Marcia dei 40.000" della Fiat nel 1980, il terzo è l’ingresso dell’Italia nel sistema monetario europeo, che necessitava di un indebolimento delle richieste sindacali e che è stata una delle cause fondamentali dell’aumento del debito pubblico e il quarto è il divorzio tra Banca centrale e Tesoro, che è stato un’anticipazione dell’euro.Dal 1950 al 1995 l’Italia è cresciuta più velocemente di paesi come Francia Germania e Stati Uniti, mentre dalla metà degli anni Novanta, invece, ha iniziato a perdere terreno rispetto alle altre nazioni: tutte le variabili economiche fondamentali si sono bloccate e molti economisti e sociologi, anche premi Nobel, di altissima caratura mondiale, da Stiglitz, a Krugman, a De Grauwe, a Fitoussi, a Luciano Gallino, concordano nell’individuare questa integrazione europea come un fatto che ha prodotto dei danni sia all’Italia sia anche ad altre nazioni europee.
Gabriele Guzzi, economista e filosofo, nato nel 1993, ha lavorato come consulente economico a Palazzo Chigi e presso il Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Laureato con lode in Economia politica alla Luiss e alla Bocconi, è dottore di ricerca all’Università Roma Tre ed è professore a contratto in Economia dell’integrazione europea e Storia economica all’Università di Cassino. È stato borsista di ricerca presso la Fondazione Luigi Einaudi di Torino, ha lavorato per lavoce.info, fondato Rethinking Economics Bocconi ed è presidente del movimento culturale giovanile l’Indispensabile. Collabora con «il Fatto Quotidiano», «Limes», «La Fionda» e Rai Radio. Ha pubblicato diversi articoli in riviste e volumi, e la raccolta poetica Un volto da un vuoto (Pequod, 2023), vincitrice del premio Flaiano Poesia under 30 e del premio di poesia Laurentum – SIAE per i giovani talenti.