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Costantino Esposito. Governare la tecnica
L'educazione al pensiero critico
Nel video il filosofo Costantino Esposito parla del problema del governo della tecnica.
Il governo dell’intelligenza artificiale deve essere certamente assicurato da una legislazione, ma nessuna legislazione potrà giungere a quel punto cruciale che è la libera criticità del singolo soggetto, che avendo coscienza di sé, può realmente moderare la tecnica, perché una regola senza un soggetto che la riconosca non funziona.
Costantino Esposito è professore ordinario di Storia della Filosofia all’Università di Bari Aldo Moro. Ha lavorato sul pensiero di Heidegger, Kant e Suárez. Oltre a diverse monografie e a numerosi saggi pubblicati in Italia e all’estero, ha curato l’edizione italiana delle Lezioni di filosofia della religione di I. Kant (Bibliopolis, Napoli 1988), delle prime tre Disputazioni metafisiche di F. Suárez (nuova ed. Bompiani, Milano 2007) e della kantiana Critica della ragion pura (Bompiani, Milano 20072). Dal 2001 è direttore (insieme a P. Porro) dell’Annuario internazionale di storia della metafisica «Quaestio». Sempre con P. Porro è autore di un manuale di filosofia per i Licei (ultima edizione: I mondi della filosofia, in 3 voll., Laterza, Roma-Bari 2016). Tra i suoi ultimi lavori: Introduzione a Heidegger (il Mulino, Bologna 2017), Il nichilismo del nostro tempo. Una cronaca (Carocci, Roma 2021, già tradotto in diverse lingue) e la cura del volume collettaneo Il nichilismo contemporaneo. Eredità, trasformazioni, problemi aperti (Studium, Roma 2024).
La tecnica è un fenomeno molto ambiguo perché, pur essendo il prodotto della creatività dell’intelletto umano, rischia di prendere il controllo dell'uomo, manipolandone anche i desideri.
Il governo dell’intelligenza artificiale deve essere certamente assicurato da una legislazione, ma nessuna legislazione potrà giungere a quel punto cruciale che è la libera criticità del singolo soggetto, che avendo coscienza di sé, può realmente moderare la tecnica, perché una regola senza un soggetto che la riconosca non funziona.
E il pensiero critico non è l’illusione di poter uscire fuori dalla tecnica facendo un discorso umanistico, perché l’essere umano si è sempre servito della tecnica: dobbiamo provare ad educarci ad una criticità che ci consenta di stare dentro la tecnica e farla funzionare in maniera più umana.Il problema dell’intelligenza artificiale, che sembra in grado di dare tutte le risposte, è quello di trovare un soggetto in grado di porre correttamente le domande, perché domande poste male rischiamo di ricevere risposte sbagliate. Quindi il problema della tecnica è la coscienza dell’io, l’esercizio di un pensiero critico.
Costantino Esposito è professore ordinario di Storia della Filosofia all’Università di Bari Aldo Moro. Ha lavorato sul pensiero di Heidegger, Kant e Suárez. Oltre a diverse monografie e a numerosi saggi pubblicati in Italia e all’estero, ha curato l’edizione italiana delle Lezioni di filosofia della religione di I. Kant (Bibliopolis, Napoli 1988), delle prime tre Disputazioni metafisiche di F. Suárez (nuova ed. Bompiani, Milano 2007) e della kantiana Critica della ragion pura (Bompiani, Milano 20072). Dal 2001 è direttore (insieme a P. Porro) dell’Annuario internazionale di storia della metafisica «Quaestio». Sempre con P. Porro è autore di un manuale di filosofia per i Licei (ultima edizione: I mondi della filosofia, in 3 voll., Laterza, Roma-Bari 2016). Tra i suoi ultimi lavori: Introduzione a Heidegger (il Mulino, Bologna 2017), Il nichilismo del nostro tempo. Una cronaca (Carocci, Roma 2021, già tradotto in diverse lingue) e la cura del volume collettaneo Il nichilismo contemporaneo. Eredità, trasformazioni, problemi aperti (Studium, Roma 2024).