Il tuo browser non supporta video HTML5
Emiliano Brancaccio. Libercomunismo
Scienza dell'utopia
Lo spirito di questo tempo alberga in una tendenza: è la centralizzazione del capitale, un moto inarrestabile che sta concentrando tutto il potere nelle mani di pochi giganti.Libercomunismo è un tentativo di recupero, di aggiornamento e di modernizzazione dell’epistemologia di Marx e il sottotitolo, scienza dell’utopia, sta ad indicare che qualsiasi siano le idee intorno alle possibilità future di trasformazione della società e della politica, che siano utopiche o anche distopiche, debbono basarsi sull’analisi scientifica del movimento storico della società e, in particolare, della dinamica della società capitalista.
L’ecologia, la scienza, la politica internazionale sono ormai catturate dall’esocapitale, la “materia oscura” dell’odierno capitalismo centralizzato. Una forza che sfrutta in modi sempre più sofisticati il lavoro e la natura e, al contempo, genera sprechi e inefficienze, trasforma gli individui in capitali umani isolati, consuma dall’interno le istituzioni della democrazia liberale e prepara il terreno a una nuova minaccia: un oltrefascismo transnazionale, in cui la libertà del capitale è destinata a divorare tutte le altre libertà.
La colonizzazione capitalistica della scienza è un fatto ormai visibile anche agli occhi di un profano. Privatizzazione delle accademie e dei centri di ricerca, diritti di proprietà intellettuale sempre più restrittivi, brevetti immediati anche nella scienza di base, mercati del segreto scientifico, prezzi assegnati agli oggetti della scienza e persino ai soggetti (...) siamo nel mezzo di una nuova epoca della ricerca scientifica prezzata e votata al profitto. Diciamo pure della “scienza capitale”.
Contro questo scenario, Libercomunismo apre a una prospettiva inedita: la grande tendenza va affrontata sfidando il più grande tabù politico moderno. Pianificazione collettiva e libertà individuale, finora contrapposte, vanno intese come poli di un unico obiettivo: una lunga lotta per espropriare il grande capitale, democratizzare il controllo delle forze produttive e, al tempo stesso, liberare le energie creative dei singoli individui.
Emiliano Brancaccio è docente di Economia politica presso l'Università Federico II di Napoli. È stato protagonista di vari dibattiti con alcuni tra i principali esponenti della teoria e della politica economica nazionale e internazionale, tra cui Olivier Blanchard, Daron Acemoglu, Vernon Smith, Romano Prodi, Mario Monti, Ignazio Visco. Con Robert Skidelsky ha redatto l'appello su "Le condizioni economiche per la pace", pubblicato sul Financial Times e Le Monde e riportato anche nell'omonimo volume uscito per i tipi di Mimesis.