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Costantino Esposito. Ed io che sono?
L'essere umano e la domanda di senso
Io è un pronome molto narcisista, indica la posizione di un soggetto che vuole conformare il mondo secondo le sue categorie, ma il rovescio della medaglia è l’emergere di un’impotenza costitutiva dell’io: l’altra faccia del tentativo di prendere il mondo con la sua potenza rappresentativa e manipolativa è un deprezzamento di sé, un’assunzione della propria fragilità senza possibilità di appello.
Il 9 e 10 marzo 2026 presso il Teatro Duse di Bologna si sono tenute le giornate conclusive della XIII edizione delle Romanae Disputationes, il concorso nazionale di filosofia per le scuole superiori che quest'anno ha coinvolto complessivamente oltre seimila studenti. Al centro dell’evento, che raduna circa mille ragazzi e docenti, è stato posto l’interrogativo leopardiano «Ed io che sono? - Individuo, persona, soggetto», tema che ha guidato un intero anno di lavoro in classe. L’appuntamento bolognese rappresenta il culmine di un articolato percorso didattico in cui i giovani, divisi in oltre 220 squadre, si sono cimentati nella produzione di saggi, contenuti video, monologhi e tornei di dispute Age contra.L’io è quindi insieme queste due possibilità estreme: la potenza narcisista e l’impotenza depressiva, ma la domanda è se non ci sia un altro modo di tenere conto dell’io che non censuri questi due estremi e che riapra l’io come problema non patologico, ma come problema originario. Solo un io che riprenda consapevolezza di sé e cioè della propria capacità di giudizio e di libertà può essere criticamente un punto di resistenza ad ogni potere.
Romanae Disputationes è un luogo di innovazione didattica e valorizzazione delle eccellenze della filosofia nella scuola secondaria di secondo grado.