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Jonathan Salina. Il Neoparmenidismo italiano
Emanuele Severino, Gennaro Sasso e Mauro Visentin
È più facile enucleare le differenze tra queste posizioni, che hanno in comune sicuramente un richiamo diretto o indiretto a Parmenide, nel caso di Visentin e di Severino, un richiamo diretto, mentre Sasso non ha mai accettato in toto questa etichetta coniata dal suo allievo, perché la giudicava limitativa.
Ma se la verità dell’essere si risveglia, allora di ogni cosa si deve dire che, proprio perché non è niente, non può diventare un niente (e non può essere stata un niente) e quindi è e domina eterna. Tutto è eterno.
Emanuele Severino
Si dirà che (…) l’identità si presenta come la parola filosofica di una realtà alla quale meglio si darebbe il nome del “deserto”, tale è il suo isolamento dalle cose del mondo. Lo si dica, ma non è così. (…). Per essere ciò che è, non ha relazione nemmeno con la mancanza di relazione che si è definita come “deserto”; che se mai (…) vi entrasse in relazione e se ne distinguesse, a emergerne, con il suo carattere di totalità, sarebbe la distinzione che è identità, e perciò la stessa cosa dell’essere che non ha parti (…).
Gennaro Sasso
La mia concezione della verità e dell’essere prescinde totalmente dall’attribuzione all’una e all’altro (…) di qualsiasi forma di coscienzialità: l’essere che la mia versione del neoparmenidismo attesta e testimonia (doxasticamente) è una verità opaca, che non pensa e non riflette su di sé: una verità che ha definitivamente rotto i ponti con ogni forma di metafisica ontoteologica.
Mauro Visentin
Jonathan Salina (1994) si è formato e ha svolto attività di ricerca presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. I suoi interessi di ricerca vertono attorno all’idealismo tedesco e italiano dell’Otto e Novecento, alla fenomenologia tedesca e all’ontologia italiana contemporanea, nel solco della quale lavora sia in senso storico-filosofico che in chiave teoretica. Ha pubblicato tre monografie (Gentile, Corriere della Sera; La rinascita dell’idealismo, Carocci; Idealismo, Edizioni della Normale) e svariati articoli scientifici. Sta scrivendo per Routledge un’introduzione internazionale al Novecento filosofico italiano. Ha avuto varie collaborazioni con Treccani e partecipato a convegni internazionali. Lavora anche in ambito estetico e storico-artistico, dirigendo a livello scientifico importanti collezioni italiane. Dal 2021 è abilitato a professore associato, dal 2026 a professore ordinario. Dal 2024, dirige a Firenze il Centro di ricerca sulla Filosofia italiana (INSR, Palazzo Strozzi). Nello stesso anno ha vinto il Premio Feltrinelli Giovani dell’Accademia dei Lincei per le Scienze filosofiche.