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Marina Zucchelli, Latte

Le balie ciociare

Nel suo romanzo d’esordio, Latte, pubblicato da Rizzoli, Marina Zucchelli racconta l’incontro tra due donne molto diverse tra loro, Olimpia e Ada: la seconda fa da balia al bambino della prima. Siamo nel 1959 tra la Ciociaria, luogo d’origine della balia, e Bologna, dove vive la ricca famiglia che la assume per cinquantamila lire al mese più due bauli di biancheria. Mentre Olimpia deve farsi bagni caldi per togliersi il latte, Ada allatta piangendo, con il pensiero della figlia da cui ha dovuto separarsi. Zucchelli ci mostra la sorpresa di Ada per il mondo che le schiude davanti e la curiosità e anche la gelosia di Olimpia nei confronti di una donna così centrata, così sicura dei suoi affetti. Un altro filo narrativo riguarda Pietro, un bambino che la madre non può tenere con sé, allevato da due famiglie in Ciociaria: prima da Arcangela e Antonio che hanno tanti figli e poi da Rosa e Cecco che non ne hanno; solo alla fine del libro scopriremo la verità sulla sua origine. Attingendo alla memoria familiare e all'incontro con l'ultima delle balie ciociare in occasione di un documentario per la televisione, Marina Zucchelli costruisce un romanzo avvincente che getta luce su un aspetto delicato della maternità come l'allattamento, un tempo molto sottovalutato, e su una regione lontana dai riflettori come la Ciociaria.

Tranne che in certi rari casi, tutti i neonati si assomigliano. Ogni neonato ci sembra il nostro neonato, se ne abbiamo avuto uno, oppure in quella creatura appena venuta al mondo ci sembra di vedere noi stessi, da piccoli, come ci siamo visti ina una qualche fotografia. Dev’essere anche per questo che tutta l’umanità ci riguarda e ci appartiene.


Marina Zucchelli (1986) è nata e cresciuta in Ciociaria. Vive a Roa ed è un’autrice televisiva. Lavora come freelance per varie case di produzione televisica, occupandosi principalmente di documentari per Rai3. Scrive di e per il teatro.