Duchamp a ruota libera

L'arte del quotidiano

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Nel 1913, Marcel Duchamp liberava l’arte dalla fissità della tela e del cavalletto, dalla finzione dell’immagine rappresentata e creava il primo ready made: una ruota di bicicletta installata su uno sgabello.

Al posto dell’opera d’arte concepita come manufatto, frutto di una riflessione estetica, ma anche di un percorso poetico […] si arriva all’estrapolazione di un oggetto del quotidiano, che viene investito di dignità artistica e riprodotto come opera, con valenza che sta a metà tra la scultura e l’installazione. […] La vita e l’azione dell’uomo assurgono così a livello di opera d’arte, stravolgendo e mettendo uno iato alla poetica che era prevalsa fino all’Ottocento
Marcella Cossu, curatrice della mostra "Duchamp – Re-made in Italy"

Per ricordare l’evento che rivoluzionò i principi dell’estetica novecentesca, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna ha presentato un nucleo di celebri lavori del geniale artista francese, riproponendo l’allestimento della personale romana dedicata a Duchamp nel ’65 dall’imprenditore Dino Gavina, firmato da Carlo Scarpa e Pier Giacomo Castiglioni. Insieme ai quattordici ready made, in mostra anche una selezione di altre opere dell’artista, documenti originali, fondamentali per capire il percorso duchampiano e una sezione per evidenziare l'influsso esercitato da Duchamp in Italia.

I giovani del ’68, che si ribellavano contro il sistema capitalistico, hanno potuto vedere, in un artista come Duchamp, una delle bandiere del coraggio individuale di opporsi a tutto un sistema codificato come quello di un’arte accademica e del corrispettivo mercato
Marcella Cossu, curatrice della mostra "Duchamp – Re-made in Italy"


Questo servizio è stato realizzato da RAI Cultura nel 2014, in occasione della mostra Duchamp – Re-made in Italy. Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna