Giò Ponti, dall'architettura al design

Un'intervista realizzata nel 1975

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Giò  Ponti è autore di edifici in 13 paesi, ha tenuto lezioni e conferenze in ventiquattro paesi, ha insegnato all’università per venticinque anni, ha scritto articoli in ciascuna delle sue 560 riviste, ha dettato 2500 lettere e ha disegnato 2000 lettere; inoltre è stato designer per 120 imprese e ha elaborato più di 1000 schizzi.
La sua fantasia e la sua vitalità sono riconosciute a livello internazionale grazie al vastissimo contributo dato all’Italian Design. Per sessant’anni è stato architetto, industrial designer, artigiano, poeta, giornalista, pittore e, soprattutto, appassionato propagandista del design eccellente.

Non il cemento, non il legno, non la pietra, non il ferro, non l’acciaio, non l’alluminio, non la ceramica, non il vetro, sono le materie prime più durevoli: ma l’arte, nel costruire, è la materia prima più durevole; è sempre la materia prima.
Giò Ponti,  "Amate l’architettura"

Abbiamo trovato per voi un prezioso filmato storico che proviene dalle Teche Rai con il maestro.

L'edificio che mi piace di più è forse quello che gli architetti realizzeranno per il futuro.
Giò Ponti

Ѐ il 1975, Giò Ponti ha appena compiuto 84 anni.  Protagonista per più di mezzo secolo non solo dell'architettura, ma dell'intera ricerca visuale, Ponti vive la propria maturità in piena attività nonostante le menomazioni fisiche della vecchiaia. Arriva prima degli altri nello studio di via Dezza, frequentato da giovani collaboratori di tutte le nazionalità. Lo studio è un laboratorio in fermento, una perenne lezione aperta di architettura dove Ponti è in dialogo perpetuo con i collaboratori. Nella sua casa, che sovrasta lo studio, ogni momento libero viene trascorso tra colori e pennelli.

L’architetto ha sempre fatto politica in quanto nell’antichità era un uomo di corte e come il pittore, il letterato, perfino il musico, il medico di corte, lo scienziato, facevano una politica che dipendeva dal potere. La funzione politica oggi dell’architetto è quella dell’architettura moderna. L’architetto è sempre stato in funzione di una politica, ma non la propria, dell’architettura. In funzione della politica di un potere che celebrasse questo potere, con dei monumenti possibilmente. E questi monumenti esprimevano la politica del signore, la politica del re, la politica dell’imperatore, la politica di un pontefice o la politica di una classe sociale.
Giò Ponti

Da Incontri: un'ora con Giò Ponti, tramesso nel 1976