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Yan Pei-Ming

Il mondo in bianco e nero

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Per celebrare il 350° anniversario dell’Accademia di Francia a Roma nel 2016/2017  sono tornati all'Accademia due illustri borsisti: il pittore franco-cinese Yan Pei-Ming, che ha soggiornato a Villa Medici nel 1993 – 1994, ed è oggi considerato uno dei maggiori artisti contemporanei le cui opere sono presenti nelle più grandi collezioni francesi e internazionali,e lo storico dell’arte Henri Loyrette, borsista dal 1975 al 1977, direttore  del Musée d’Orsay (1994-2001) e presidente-direttore del Louvre (2001-2013). Ha imoltre curato un'importante mostra su Yan Pei-Ming a Roma.

Il mio primo giorno di scuola, la prima lezione che si faceva, come in tutta la Cina durante la rivoluzione culturale, era un buongiorno con “Evviva il Presidente Mao”. Era un obbligo per tutti.
Yan Pei-Ming

Nato a Shangai, Yan Pei-Ming si trasferisce in Francia a vent’anni per dedicarsi alla pittura con opere caratterizzate dalle pennellate vigorose in formato imponente, per le quali usa principalmente il bianco e il nero, con l’uso sempre più frequente di colori aggiuntivi.

Nel 1993-94 ho vinto un concorso per entrare all’Accademia di Francia a Villa Medici, un luogo mitico, dove ho avuto la fortuna di vivere un anno, a Roma.
Yan Pei-Ming

Il pittore, tornato a Roma in occasione della mostra Yan Pei-Ming Roma a Villa Medici, Roma, 2016, presenta qui la sua visione della città di Roma e riflette sui monumenti, le opere e le rovine lasciate in eredità da secoli, ma anche su lasciti culturali più recenti;  prendendo spunto da film come Mamma Roma di Pasolini e Roma, città aperta di Rossellini,  Pei-Ming si è soffermato su alcuni fotogrammi di scene drammatiche riproponendole in maniera imponente con energiche pennellate in bianco e nero. L’artista, cinese di nascita ma francese d’adozione, ha anche ragionato su momenti storici legati alla politica e alla religione interpretando, sempre in bianco e nero, l’attentato a Papa Giovanni II e il ritrovamento del cadavere di Aldo Moro.

Se si parla di Roma, si parla della potenza delle chiesa perché c’è lo Stato del Vaticano (…) Non sono credente ma sono attratto dalla cultura cristiana. Tutta la storia dell’arte e dell’Europa proviene dalla Bibbia. Dovunque vai come turista visiti luoghi legati alla storia della religione (…) È la storia della chiesa e dei pittori e pittori commissionati dalla chiesa.
Yan Pei-Ming

La morte è onnipresente nelle opere di Pei-Ming, a volte si rivela palesemente, altre volte in maniera più celata,  come se fosse sempre in agguato. L’artista ha voluto rendere omaggio a suo padre ritraendolo sia da vivo che da defunto. Anche l’icona di Monna Lisa è stata onorata dall’artista con la serie di ritratti Le funerali di Monna Lisa esposte a Louvre nel 2009, sotto la direzione di Henri Loyrette, allora direttore del museo.

La morte è sempre presente. Per chiunque e in qualsiasi momento è presente. E’ inevitabile. Ho paura quando penso di non poter più vivere. Mi fa davvero paura. Si sa che è inevitabile, tutti dobbiamo morire, tutti gli animali moriranno. Mi fa impazzire l’idea di non poter più vivere.
Yan Pei-Ming