L'arte in carcere...

giova ai detenuti

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Alla Casa Circondariale “Regina Coeli” alcuni detenuti hanno avuto la possibilità di lasciare un segno della loro creatività sulle pareti interne del carcere, grazie a un progetto straordinario che ha coinvolto tre artiste: Paola Paloscia, meglio conosciuta come PAX, Laura Federici e Camelia Mirescu.

L’occasione è nata grazie alla I edizione (2016/2017) del progetto artistico Outside/Inside/Out – Arte a Regina Coeli, promosso e condiviso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturaleSovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali MACRO e dalla Direzione Casa Circondariale “Regina Coeli”. Claudio Crescentini, curatore del Museo MACRO a Roma, ha curato il progetto con l’organizzazione di VO.RE.CO VOlontari REgina COeli e Shakespeare and Company2.

Le tre artiste, con un linguaggi e formazione completamente differenti, hanno collaborato con i detenuti di Regina Coeli per la creazione di interventi artistici permanenti, realizzati direttamente sulle pareti interne del carcere, in spazi comuni fra pubblico e privato, nel continuo gioco dialettico fra interno ed esterno della concettualità espressiva messa in atto.

In un carcere ci sono orari che uno deve stare in cella, perquisizioni, avvocati, poi lascio capire gli umori perché qui dentro, gli umori che uno attraversa mentre che fa quest’esperienza non sono, diciamocelo, non sono rilassanti (…)Viviamo un realtà qua dentro a volte anche violento, non violento nel senso come nei film risse, cose, comunque, vuoi o non vuoi, siamo delle persone che stanno una parte della loro vita un po’ particolare. Certo, questo non giova tanto all’umore. E quindi passare da quest’umore all’eccesso, cioè a un momento così semplice, dove ti puoi lasciare andare no, come quest’intervista che sto facendo in questo momento, calmo, tranquillo… cioè in questi momenti uno ritorna un attimino a come era fuori, cioè avere un momento di vita e di libertà.    
Giampiero, detenuto, carcere Regina Coeli, Roma

Il progetto artistico si è posto fin da subito come momento creativo dello sviluppo della multi-funzionalità dell’arte contemporanea e della sua “applicabilità” e apertura concettuale in spazi generalmente intesi come “chiusi” ma che tendono all’apertura di mondi interiori infiniti dei loro “abitanti”.

Opere a più mani quindi, effettuate con linguaggi e tecniche diverse, dall’iconismo grafico e street di Pax Paloscia, alla pittura espressiva di Laura Federici e al collage materico e multi-visuale di Camelia Mirescu. Opere permanenti per la struttura carceraria di Regina Coeli, di grandi misure e di grande impatto visivo, ma anche prodotto multimediale da “esportare” al di fuori delle mura stesse del carcere. Infatti, le tre artiste hanno anche realizzato un video, dal titolo Muri socchiusi, già inserito nel programma della XV edizione del Festival della Fotografia.

Rai Cultura ha intervistato l’artista Paola PAX Paloscia e alcuni detenuti per fare un bilancio di quest’esperienza.