Torna a speciale Bianco e nero - speciale

Andrea Chiesi

Le altre dimensioni

Condividi

Andrea Chiesi è entrato in contatto con gli spazi industriali abbandonati nei primi anni Ottanta, frequentando gli ambienti dei gruppi musicali punk e post punk emiliani per i quali disegnava delle fanzine. Questi luoghi, spesso spazi occupati, ospitavano le performances musicali e divennero per Chiesi fonti d'ispirazione. L'artista li esplorava, letteralmente, li fotografava e li elaborava nell'isolamento del suo studio, dapprima in disegni, utili per fissare scorci, prospettive e dettagli dello spazio e della struttura, da cui eseguiva dipinti ad olio. 

Nell’andare a cercare questi luoghi abbandonati, dimenticati nelle periferie,  e ricrearli attraverso il disegno e la pittura per me era anche proprio un’operazione  per riportare bellezza in questi luoghi e quindi restituirli uno sguardo diverso grazie appunto alla pittura dare loro come una nuova dignità, una nuova vita.
Andrea Chiesi

Gasometri, strutture e impianti industriali, ospedali e sanatori, ponti, periferie, stazioni, parchi giochi, archivi, biblioteche, corridoi si fondono così nelle opere di Andrea Chiesi con lo studio e la pratica della meditazione Buddhista che l'artista conduce da anni, in particolare con i concetti di impermanenza (tutti gli aggregati sono destinati a dissolversi) e di vacuità (ogni fenomeno è privo di un sé intrinseco). Con estrema lentezza e precisione (a volte lavora 2 mesi per realizzare anche un singolo quadro) il pittore trasforma meticolosamente lo spazio abbandonato in un luogo intimo che conserva in sé una traccia del mondo reale. 

Mi hanno attratto molto anche i Luna-park abbandonati, per questo sfasamento tra luogo di divertimento  e luogo invece molto melanconico una volta che è stato abbandonato, ma anche luoghi non abbandonati:  come ad esempio gli archivi storici o le biblioteche perché conservano la memoria. Da un lato c’è questo tentativo utopistico di trattenere tutto il sapere che mi affascina molto. Però nel momento i ricordi sono dentro i faldoni sono come abbandonati perché aspettano lo storico che li vada a cercare. Quindi sono come dei dormienti in una situazione sospesa che può anche durare anche tanti secoli in fondo.
Andrea Chiesi

Chiesi ha esposto in tutto in mondo, e ha un trascorso di residenze all'estero (ha vissuto a Pechino, Berlino e Brooklyn), vive ora a San Pancrazio di Modena e insegna pittura all'Accademia di Belle Arti di Ravenna e all'Accademia di Belle Arti di Macerata. Ha vinto i premi Gotham Prize, Istituto Italiano di Cultura New York (2012); I° Premio Terna (2008); V Premio Cairo Editore (2004), XXXVIII Premio Suzzara (1998).