La produzione del possibile di Gianfranco Baruchello

Le utopie diventano start-up

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Gianfranco Baruchello, sperimentatore di fama internazionale, comincia la sua carriera artistica partecipando alla contestazione culturale e politica delle avanguardie degli anni Sessanta del Novecento. La sua formazione avviene a Parigi, dove, nel 1962, diventa amico di Marcel Duchamp.

[…] Dopo Marcel Duchamp […] non esiste più l’idea di un grande maestro, perché il commercio delle opere ha travolto il giudizio del nome
Gianfranco Baruchello

Dopo una sorta di raggelato espressionismo astratto nell'esperienza informale e una rivisitazione neo-dada nell'assemblaggio di oggetti trovati, Baruchello perviene, con ascendenza duchampiana, a una sua originale figurazione: scritte minute e minuscoli disegni dal tratto netto e schematico campiti con tonalità chiare tracciano itinerari labirintici su superfici monocrome o nello spazio asettico di una scatola, in un processo di atomizzazione di un infinito visibile e mentale. In un flusso inesauribile di combinazioni si svolgono microscopici ma complessi racconti dell'assurdo, che contengono simbologie collegate a diversi strati culturali, metafore plurime, implicazioni psicoanalitiche e parafrasi pungenti.
Novantaduenne nel 2016, Gianfranco Baruchello ha deciso di aprire a via del Vascello, a Roma, un nuovo spazio della Fondazione Baruchello, una sorta di succursale della sede storica, che si trova in via di Santa Cornelia. Per inaugurarla ha scelto un progetto che prevede quattro start up finalizzate a ridiscutere tematiche dell’economia e valori della società in chiave del tutto visionaria.

All’immaginazione non si può dar legge, nemmeno la psicoanalisi ci è riuscita. La fantasia deve rimanere ancora una fiaba, un racconto sconnesso. Perché tutto quello che non ha regole funziona meglio di tutto quel che le ammette.
Gianfranco Baruchello

Questo servizio è stato realizzato da RAI Cultura nel 2016