Nanda Vigo: la mia vita

Tra architettura e arte

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Nanda Vigo ci ha lasciato sabato 16 maggio 2020 a 83 anni. Rai Cultura le rende omaggio proponendo questa intervista realizzata nel 2016 dove Nanda Vigo ci racconta il suo esordio artistico e architettonico.

C’era un gioco incredibile di luce che si rifletteva negli spazi in continuazione, rimbalzando l’architettura, e modulava le forme che continuavano a spostarsi, ma per gli effetti della luce, e questo fatto mi ha particolarmente preso che, senza accorgermi, ho impostato tutto il mio lavoro solo sulle riflessioni luminose.
Nanda Vigo

La carriera dell'artista si snoda intorno al design, all'arte e all'architettura.  Nel 1964 crea Il Manifesto Cronotopico, la sua personale teoria artistica basata sul rapporto spazio/tempo, influenzata dalla sua frequentazione con gli artisti del Gruppo Zero in Germania e in Italia. Nel nostro paese anche Lucio Fontana e Piero Manzoni entrano in contatto con il Gruppo Zero e Nanda conoscerà entrambi: intrigata dal concetto spaziale del lavoro di Lucio Fontana, si presenta allo studio milanese dell'artista. Diventa in un primo momento il suo "ragazzino di bottega" e in seguito collaborano ad alcune installazioni. Dal 1959 al 1962 realizza la Zero House, una casa con i muri di vetro satinato al cui interno un sistema di luci al neon di differenti colori alterano la percezione dello spazio.

Negli anni ‘60 a Milano l’artista cinese Hsiao Chin  le presenta Piero Manzoni, del quale diventa la compagna di vita.

Per le foto si ringrazia l’Archivio Nanda Vigo e i fotografi Uliano Lucas, Fabrizio Garghetti e Salvatore Licitra.