Nelle mani di Rodin

    Una grande rassegna alle Terme di Diocleziano

    Condividi

    L’illusione della carne e della sensualità, l’intensa espressività dei volti, la pietra liberata dall’inerzia e trasformata nella vitalità vibrante dei corpi. In sessantadue sculture la rassegna romana del 2014 alle Terme di Diocleziano ha ripercorso l’evoluzione stilistica di Auguste Rodin e il rapporto speciale, del tutto innovativo, che il maestro francese ebbe con il marmo, la materia classica per eccellenza. L'occasione espositiva ha permesso di approfondire le indagini sui materiali usati dal Maestro, ma soprattutto di chiarire i rapporti fra lo scultore e i collaboratori chiamati a partecipare alle fasi di realizzazione dell’opera. Come sottolinea Flavio Arensi:

    Rodin è il primo grande artista che apre alla modernità e che concepisce il marmo come un materiale vivo che necessita delle sue leggi e dei suoi operatori. Per questa ragione Rodin non tocca mai i suoi marmi e li fa toccare dagli scalpellini ma segue concettualmente la loro produzione. In questo Rodin anticipa artisti come Damien Hirst e Maurizio Cattelan che non toccano le loro opere ma diventano inventori eccezionali.

    In mostra le icone della produzione del Maestro francese: Il Bacio, i ritratti di Madame Roll, di Victor Hugo, di Pierre Puvis de Chavannes e La Mano di Dio, soggetto prediletto dall’artista e così celebrato da Rainer Maria Rilke:

    Mani che camminano, mani che si risvegliano, mani criminali testimoni di penose eredità, mani stanche di fatica e nascoste in un angolo come un animale ferito, quasi sappiano che nessuno può correre loro in aiuto. Tuttavia queste mani rappresentano già un organo complesso: un delta i cui fiumi di vita provenienti da lontane sorgenti si fondono nel mare dell’azione…

    Il servizio è stato realizzato da RAI Cultura in occasione della mostra Rodin. Il marmo, la vita, Terme di Diocleziano, Roma, 2014