Carlo Rocchi Bilancini: Sentirsi un pesce fuor d'acqua

    Ritorno alle origini

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    Io mi sono sempre sentito un pesce fuor d’acqua. Ho sempre avuto delle inclinazioni artistiche e, quindi, ero sempre un po’ fuori dal gruppo
    Carlo Rocchi Bilancini

    Il progetto Pesci fuor d’acqua di Carlo Rocchi Bilancini, giovane e sensibile fotografo umbro, nasce per caso. Apparentemente giocoso, l’idea nasconde una simbologia chiara e profonda, che collega l’acqua alla religione e alle nostre origini.

    Un progetto che decontestualizzava le persone: lasciarle con i vestiti e metterle nell’acqua; farle, in un certo senso, rinascere, come se fosse una forma di battesimo
    Carlo Rocchi Bilancini

    Che sia una fonte battesimale, portatrice di rinascita, oppure il liquido amniotico che ci riavvicina emotivamente al calore del ventre materno, l’acqua è l’elemento chiave che ha aiutato l’autore a indagare la natura delle situazioni nelle quali ci sentiamo più o meno a nostro agio, ossia dei pesci fuor d’acqua.

    Sono stato influenzato anche dalla teoria di Otto Rank e dal suo libro "Il Trauma della Nascita". Secondo Rank, ogni essere umano soffre, alla nascita, il più intenso trauma della vita, che non viene mai completamente superato ed è responsabile del desiderio di ritorno nel grembo materno.
    Carlo Rocchi Bilancini


    Questo servizio è stato realizzato da RAI Cultura nel 2013