I tesori artistici trafugati e l'Arma dei Carabinieri

    Ultimi recuperi: sculture antiche e un bassorilievo attribuito ai Della Robbia scomparso nel 1971

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    Il reparto dell’Arma dei Carabinieri specializzato nella prevenzione e nel contrasto ai reati contro l’arte, è un’istituzione che opera da cinquant’anni. Un’eccellenza del nostro Paese che per primo si dotò nel 1969 di un organismo di polizia per fronteggiare, con efficacia di strumenti ed interventi mirati, l’allarmante fenomeno della depauperazione del nostro patrimonio artistico.
    Erano, infatti, gli anni in cui l’Italia veniva aggredita dall’intensificarsi delle esportazioni clandestine di testimonianze archeologiche, rubate o scavate illecitamente per confluire nelle collezioni di tutto il mondo. Furti e scavi clandestini che, secondo il rapporto relativo all’anno 2018, rappresentano ancora le tipologie di reato più frequentemente perseguite.  

    Nel corso di cinque decenni la struttura dell’Arma dedicata alla Tutela del Patrimonio Culturale, in origine un esiguo nucleo di soli sedici uomini, si è organizzata in una struttura ramificata sull’intero territorio nazionale, e si è dotata di strumenti investigativi complessi elaborando strategie importanti come, ad esempio, la  mappatura e la schedatura completa dei reperti trafugati.

    Oggi, la Banca dei dati dei beni culturali illecitamente sottratti rappresenta un unicum nel suo genere e un punto di riferimento per le forze di polizia italiane ed estere.

    Tra i recuperi recenti effettuati dal T.P.C. in questa lunga storia di avventure e successi, è da segnalare quello di un prezioso bassorilievo attribuito a Luca e Andrea della Robbia risalente alla fine del 1400 raffigurante una Madonna col Bambino.

    L’opera trafugata nel 1971, nonostante le immediate indagini, solo nel giugno del 2013 è stata riconosciuta nel catalogo di una casa d’aste londinese poi venduta a una società di New York. E' rientrata in Italia dopo trentotto anni dal furto, il 4 aprile 2019.


    Rai Cultura ha incontrato il Colonnello Alberto Deregibus, Vice Comandante del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale  e ha visitato uno dei caveau predisposti per custodire i corpi di reato in attesa di essere restituiti ai legittimi contesti d’appartenenza e alla memoria condivisa della comunità.