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Biennale Arte 2019: Liliana Moro

Nel segno di Beckett

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Rigenerare lo sguardo e rinnovare la relazione con il mondo, procedere liberi di scegliere un percorso Né in cielo né in terra, come recita l’installazione al neon realizzata nel 2016, ma in uno spazio svuotato da paradigmi, da visioni precostituite. La sollecitazione a partecipare attivamente, è una delle caratteristiche ricorrenti nelle opere di Liliana Moro, che invita il suo pubblico a cambiare il punto di vista e a interrogare le nostre certezze. Come scrive l'artista milanese:

...Non si tratta più di fermarsi in superficie o di andare in profondità ma semplicemente di camminare, scegliendo la direzione… La via d’uscita è negli occhi.

Attiva dalla fine degli anni Ottanta, Liliana Moro si esprime attraverso uno stile rigoroso ed essenziale, realizzando opere ambientali, disegni, collages, sculture, progetti teatrali ed installazioni sonore. Linguaggi artistici multipli che le permettono di esplorare il rapporto fra interiorità dell’individuo e lo spazio circostante, filo conduttore delle sue ricerche.

Alla cinquantottesima Biennale d’Arte di Venezia, per la mostra al Padiglione Italia, ha presentato opere storiche, come La passeggiata del 1988, un’installazione composta da settanta paia di pattini a rotelle incatenati gli uni agli altri, e Avvinghiatissimi del 1992. Tra le opere recenti, Capovolto, il lampione rovesciato proposto nel 2016, emblema di una poetica che ha il suo punto d'avvio nella riflessione sulla percezione di un quotidiano assurdo e straniante proprio del teatro di Samuel Beckett:

A tredici anni ho letto Aspettando Godot e mi colpì molto. Penso che abbia cominciato a lavorae poi nel tempo questa imperfezione, questo inciampare della vita,  queste poche parole, questo lavoro dentro se stessi. Il mio approccio all’arte non è partito dal saper disegnare molto bene, è stato più un approccio filosofico e attraverso le parole di Beckett ho iniziato a immaginare uno spazio.


Liliana Moro ha partecipato a numerose collettive di rilievo, quali: Documenta IX, Kassel (1992), Aperto, La Biennale di Venezia (1993), Quadriennale di Roma (1996, 2008) Italics, Palazzo Grassi Venezia (2009). Ha esposto nei principali musei italiani e internazionali. Tra le  mostre personali si ricordano quelle presso: Fondazione Antonio Ratti, Como (2012); Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles (2007); MUHKA, Anversa (1996).