L' ippopoetessa di Francesca Fini

    Quando arte e poesia si fondono

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    Francesca Fini è da tempo una delle artiste più innovative ed importanti del nostro Paese. Lo testimoniano, tra l'altro, le tante e prestigiose collaborazioni internazionali che hanno caratterizzato il suo lavoro: la sua ultima fatica è un film davvero particolare dal titolo Hippopoetess.

    Tutti i libri sono o sogni o spade. Tu puoi tagliare, o puoi stimolare, con le parole.
    Amy Lowell

    E' la storia, in animazione sperimentale in 3D, di Amy Lowell, poetessa americana dell'Ottocento ed esponente prima e guida poi del movimento imagista fondato da Ezra Pound. Artista donna in un mondo di uomini, la Lowell arrivò a vincere un premio Pulitzer, anche se solo oggi si sta cominciando a riscoprirla dopo un lungo periodo di oblio. Non scese mai a compromessi ma pagò per questo un prezzo assai alto, visto che il titolo del film riprende proprio il soprannome della donna: non bella, in sovrappeso, così la chiamavano nella cerchia di scrittori che frequentava, tutti abbastanza indifferenti o maschilisti.

    Perché i libri sono più che dei libri, essi sono la vita, il vero cuore ed anima delle età passate, il motivo per cui degli uomini hanno vissuto e lavorato e sono morti, l’essenza e la quintessenza delle loro vite.
    Amy Lowell

    A questa hippopoetessa, scoperta per caso facendo delle ricerche in rete, Francesca Fini ha fatto qualcosa di più che dedicare un film di oltre 50 minuti. Totale o quasi appare l'empatia, quasi la simbiosi tra la poetessa americana e la videoartista italiana: con uno stile sperimentale e ricco di musica, colori, parole e versi, la Fini finisce quasi per sovrapporsi alla Lowell, in una sorta di sorellanza che supera il tempo e lo spazio.
    Ci siamo fatti raccontare direttamente dall' artista come e perchè abbia scelto di fare un film sulla Lowell e soprattutto perche la senta tanto vicina ed attuale.