Paolo Portoghesi: "Io e Borromini"

    Il maggiore storiografo racconta del suo colpo di fulmine per il grande architetto barocco

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    Paolo Portoghesi, uno tra i maggiori protagonisti dell’architettura contemporanea nazionale e internazionale, è affascinato da Francesco Borromini fin da quando era bambino. 

    Quando frequenta la scuola elementare passa ogni giorno davanti alla chiesa di S.Ivo, uno degli edifici più straordinari di Roma, realizzato dal grande architetto barocco tra il 1642 e il 1660. La stravagante cupola di S. Ivo, che si innalza al cielo con la sua lanterna con la cuspide a spirale, cattura lo sguardo del piccolo Paolo per la sua diversità. Inoltre, ogni volta che deve andare a casa dei nonni che vivono vicino alla piazza della Chiesa Nuova, l’architettura della facciata dell’Oratorio dei Filippini di Borromini colpisce ancora la sua immaginazione. E’ così che, crescendo, inizia a interrogarsi sull’architetto che ha ideato quei singolari edifici.

    A 16 anni, mentre frequenta il liceo, avverte l’urgenza di scrivere un testo che testimoni il suo fascino per il maestro barocco; pubblica così un libricino in 5 copie (quasi uguali) che contengono testi, fotografie e disegni di opere di Borromini fotocopiate e ritagliate e disegna la copertina e il frontespizio, apponendovi la dicitura “Paolo Portoghesi: di Francesco Borromini”.

    Portoghesi è oggi il maggiore storiografo del grande architetto barocco, sul quale ha pubblicato numerosi volumi e saggi.

    Si ringrazia per la gentile concessione delle  fotografie provenienti dall'archivio privato di Paolo Portoghesi