Guerrilla Gardening

Il giardinaggio "d'assalto" che migliora l'ambiente

Un’attività di giardinaggio non autorizzato che si propone di riqualificare, abbellire e migliorare le zone degradate delle città, gli angoli abbandonati all’incuria, le aiuole dimenticate. Questo si intende con il termine guerrilla gardening usato per la prima volta all’inizio degli anni ‘70 a New York  dove Liz Christy e il suo  gruppo Green Guerrilla  trasformarono un lotto di terra privato e abbandonato in un giardino che esiste ancora oggi e che addirittura gode della protezione del dipartimento parchi della città.

Dopo gli anni 90, dall’Inghilterra l’esperienza di guerrilla gardening è arrivata in tutta Europa e anche in Italia dove sono attivi gruppi in varie regioni. I guerriglieri del verde combattono armati di zappa, acqua, piantine in fiore e bombe di semi per ripopolare di verde le città sopraffatte dal cemento e far sì che non esistano giardini abbandonati o aiuole incolte. Gli attacchi verdi più organizzati avvengono di solito con la complicità della notte e nella massima segretezza. Uno dei più celebri si svolse a Londra nel 2000 . era il primo maggio e in una grandiosa manifestazione di massa con tanto di band di samba e raduno di ciclisti, qualche migliaio di "giardinieri" occupò la piazza del Parlamento, piantando fiori e ortaggi sventolando striscioni con scritte tipo  "Lasciate che Londra germogli".‬

Accanto alle azioni più eclatanti ci sono i piccoli interventi di quanti scelgono di combattere quotidianamente a colpi di verde la cementificazione che avanza e l’abbandono che minaccia le città. Un esercito di giardinieri volontari che, in ogni parte del mondo, si radunano per mettere a punto le loro azioni e decidere come e dove colpire spinti dalla voglia e dalla consapevolezza di migliorare l’ambiente a partire da quella piccola aiuola degradata sotto casa.