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    L'arte ai tempi del COVID-19: Natee Utarit

    Thailandia

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    Mentre nella maggior parte del mondo i musei e gli spazi dell'arte sono chiusi  e dobbiamo limitare al minimo i nostri spostamenti fisici, gli spazi mentali sono liberi e infiniti. Usiamo quindi la rete per arrivare nei luoghi di lavoro e nelle menti di alcuni artisti contemporanei da Oriente a Occidente.
    Come vivono questo capitolo drammatico della nostra storia? 
    Rai Cultura ha chiesto agli artisti di offrire una testimonianza attraverso le immagini e le parole.

    Natee Utarit è nato nel 1970 a Bangkok, Thailandia, dove vive.
    L'artista partecipa al progetto di RAI Cultura L'arte ai tempi del COVID-19, con  il video e l'opera  Buddha Descending from Heaven, 2020 di cui un dettaglio nella foto di copertina.


    Natee Utarit, Buddha Descending from Heaven, 2020. Ricamo, vernice spray colorata e acrilico su lino.  330 x 250 cm

    Fondamentalmente la mia pratica artistica affronta sistemi di dottrine, fede e spiritualità. Manifesta come la fede, in questo mondo in continua evoluzione, potrebbe persistere.
    Questa pandemia ha provocato una situazione di precarietà e ha seminato dolore, sgomento e agitazione.
    Credo davvero che la cosa più importante in questo momento sia di mantenere uno spirito di adattamento mentale e con esso la fede e la speranza.
    Nel buddismo si è convinti che ovunque l'umanità incontri afflizione, Buddha discenderà dal cielo per ricordarci di essere ottimisti e consapevoli del nostro ambiente vivente; e, ancora più importante, di saper accettare che la vita nel presente e nel futuro non potrà mai più essere la stessa.
    Credo che alla fine sopravvivremo, collettivamente, a questa crisi.
    Natee Utarit


    Natee Utarit

    L'artsita ha studiato al College of Fine Art nel 1987 a Bangkok e si è laureata in Arti grafiche presso la Facoltà di Pittura e Scultura dell'Università Silpakorn nella stessa città nel 1991.

    La pratica poliedrica di Utarit si concentra sull'esplorazione del mezzo pittorico che lo collega alla fotografia e all'arte occidentale classica. Luce e prospettiva sono alcuni degli elementi con cui l'artista ha scelto di lavorare, concentrandosi sulla pittura come mezzo per esplorare la creazione di immagini. Le sue immagini complesse, destreggiandosi tra metafore di ampio respiro, di solito nella categoria della natura morta tradizionale, alludono agli attuali paesaggi sociali e politici della Thailandia.




    Natee Utarit, The Introspection, 2016. Olio su tela, 250 x 374 cm.



    Natee Utarit, Nescientia, 2014. Olio su tela, 290 x 387 cm.




    L’artista ha avuto diverse mostre personali, tra le quali nell'inverno 2019/2020 Natee Utarit.Déjà vu a cura di Demetrio Paparoni a Made in Cloister a Napoli (sulla foto qui sopra), a The Private Museum, Singapore (2018), alla National Gallery of Indonesia, Jakarta (2017), all’ Ayala Museum, Manila, Philippines (2017),  al Singapore Art Museum, Singapore (2010). 
    Le sue opere sono state incluse anche in molte mostre collettive, tra i più recenti alla  Bangkok Art Biennale 2018, Bangkok, Thailand (2018),  e alla mostra Contemporary Chaos, Vestfossen Kunstlaboratorium, Norvegia (2018).
    Il suo lavoro fa parte di molte collezioni, tra cui l'Università di Bangkok, Queensland Art Gallery e Gallery of Modern Art, Brisbane, Singapore Art Museum, Singapore, e collezioni private in Europa e in Asia.