L'arte ai tempi del COVID-19: Sergio Ceccotti
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    L'arte ai tempi del COVID-19: Sergio Ceccotti

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    L'arte ai tempi del COVID-19: Sergio Ceccotti

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    Mentre nella maggior parte del mondo i musei e gli spazi dell'arte sono chiusi  e dobbiamo limitare al minimo i nostri spostamenti fisici, gli spazi mentali sono liberi e infiniti. Usiamo quindi la rete per arrivare nei luoghi di lavoro e nelle menti di alcuni artisti contemporanei da Oriente a Occidente.
    Come vivono questo capitolo drammatico della nostra storia? 
    Rai Cultura ha chiesto agli artisti di offrire una testimonianza attraverso le immagini e le parole.

    Sergio Ceccotti, nato a Roma nel 1935, svolge la sua attività tra Roma e Parigi. Il suo contributo allo speciale L'arte ai tempi del COVID-19 è l'opera Pensieri nottuni, 2019.

    Le opere pittoriche di Sergio Ceccotti sono conservate in varie raccolte pubbliche, tra cui i Musei Vaticani- Collezione d’Arte Religiosa Moderna, lo Staatliches Lindenau Museum di Altenburg , le gallerie comunali d’Arte Moderna di Bologna e di Arezzo, il Museo d’arte contemporanea Renato Guttuso di Bagheria.

    Nella produzione pittorica degli ultimi decenni Ceccotti continua a mescolare elementi eterogenei in una visione colta, raffinata e originale che distilla spunti della storia dell’arte, sfrutta artifici retorici del cinema alla Hitchcock, del fumetto, della fotografia, del fotoromanzo e della letteratura di genere, dal racconto poliziesco alla Hammett o alla Chandler, alla narrativa di autori contemporanei come Georges Perec, Patrick Modiano, Antonio Tabucchi, Paul Auster. Ma si rinnovano anche gli spunti dei rebus o meglio, dei disegni dell’illustratrice della Settimana Enigmistica Maria Ghezzi. 
    Cesare Biasini Selvaggi, storico dell’arte




    Sergio Ceccotti, Pensieri notturni, 2019. Olio su tela, 81 x 100 cm​​​​​​​

    ​​​​​​​Questo quadro è stato dipinto qualche mese prima dell'attuale emergenza, ma rispecchia la situazione di  tutti noi sopravvissuti finora al virus e reclusi in casa: chi a lavorare (come è concesso a noi artisti e ad altre categorie), chi ad attendere, meditando sul destino della nostra umanità, sulle leggi eterne che abbiamo infranto e  sul nostro passato, che ci sembra, in confronto all'oggi, meraviglioso.
    Sergio Ceccotti