Creugante e Damosseno, i pugilatori di Canova

Un'analisi di Fabio Benedettucci



I due pugilatori Creugante e Damosseno, presenti nella mostra Canova. Eterna Bellezza in corso fino al 21 giugno 2020 al Museo di Roma Palazzo Braschi, sono copie in gesso delle statue collocate nel cortile del Belvedere del Museo Pio - Clementino che testimoniano la fase di massima tensione espressiva nella produzione di Canova. 

Nell’antica Grecia nella città di Nemea si incontravano ogni due anni atleti di tutte le città della Grecia per sfidarsi in competizioni atletiche: nella sfida Creugante da Durazzo e Damosseno di Siracusa arrivarono in perfetta parità. Venne allora deciso che ciascuno dei due antagonisti rimasti in gara avrebbe potuto come ultimo atto della gara vibrare un solo colpo all’avversario e concludere così l’estenuante duello. 

Le copie in gesso esposte a Roma nella mostra Canova. Eterna Bellezza provengono dalla Gypsotheca di Possagno. 
Fabio Benedettucci, curatore storico dell’arte della Sovrintendenza Capitolina ci propone in questo breve filmato un’analisi dei Pugilatori di Canova.

Pubblichiamo di seguito un estratto dell’approfondimento sull’opera proveniente dalle pagine web del Museo Gypsotheca Antonio Canova a Possagno  

Creugante è ben piantato sulle gambe divaricate, tiene il braccio destro col pugno chiuso sopra la testa, aspettando il colpo dell'avversario. Quasi istintivamente si prepara alla risposta e gli presta il fianco. 
Damosseno protegge il petto con il braccio sinistro, quasi voglia farsene scudo. La mano destra è aperta e protesa come una lama per sferrare il colpo mortale. Il suo aspetto è particolarmente brutale e aggressivo. Lo sguardo trasmette disumanità e ferocia; nel volto è disegnata un'espressione violenta, spietata e un manifesto odio. 

Le statue sono realizzate secondo tensioni muscolari di notevole suggestione plastica, racchiudendo nella posa una decisa e scattante energia fisica e un’imponenza tipica degli atleti. 
E’ percepibile, infatti, un compiaciuto desiderio di sfoggiare una scienza anatomica perfettamente acquisita, frutto di un quotidiano esercizio grafico a metà fra privato diletto e severa disciplina. 
Ideati nello stesso periodo in cui lo scultore concepiva il gruppo di  Ercole e Lica, i  Pugilatori appartengono alla fase di massima tensione espressiva nella produzione di Canova, approdato a soluzioni inedite di eroismo e titanica celebrazione della forza. 
Evitando ogni sospesa fissità d'azione, propria dell'arte classica, tentò di rappresentare l'atto istantaneo, sintetizzando in un'immagine sola una complessità concettuale e gestuale. 
Calchi in gesso del Creugante furono inviati dall'artista alle principali accademie d'Europa perché gli intendenti e amatori di belle arti potessero ammirare e valutare, stando alle parole dello scultore, una sua «opera di più forte carattere, giacché non ne videro finora di uno stile dolce e delicato». 
Concepito senza commissione, venne poi acquistato da Papa Pio VII nel 1801 per i Musei Vaticani (di qui l'iscrizione alla base «CVRA PII VII») per compensare il vuoto lasciato dai capolavori antichi portati in Francia dalle armate. 
La statua di Damosseno, invece, fu commissionata dal governo pontificio dopo l'acquisto del suo compagno, per venire collocata al suo fianco nel 1806.