Diario visionario di una pandemia
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    Diario visionario di una pandemia

    Renzo Ferrari e il ricordo di Egon Schiele

    Diario visionario di una pandemia

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    Portare l'immaginazione dentro iconografie storiche e della storia dell'arte attinenti a un passato aggredito da calamità e pestilenze; con paure incubi ed esiti ferali enormi che fossero simili alla pandemia del corona virus. La mia testimonianza e' un tentativo di catarsi attraverso il linguaggio della pittura dentro la pittura.
    Renzo Ferrari

    Nei giorni di clausura della primavera 2020, mentre la pandemia di Covid-19 era nella sua fase più acuta, l’immaginario pittorico di Renzo Ferrari si è popolato di un mondo visionario e allegorico. L'isolamento forzato provocato da un nemico invisibile ha avviato un processo di trascrizione del vissuto interiore quasi quotidiano, dando forma a un diario abitato da fantasmi e presenze inquiete.

    La sequenza di opere, condivise durante il lockdown attraverso l’unico mezzo di comunicazione che ci era concesso, quello dei social media, è poi confluita nel volume Corona diary Opere 2020, edito da Skira. Sessanta lavori, realizzati ad olio, acrilico e acquarello, dai piccoli ai grandi formati, in parte anche proposti in una mostra presso la Galleria La Colomba di Lucerna (12 settembre - 10 ottobre 2020). 
     


    Sabbat e Devil, marzo 2020. Olio su tavola 50 x 50 cm

    Come l’uomo primitivo nelle grotte di Altamira raffigurava le scene di caccia per mantenere memoria di esperienze e appropriarsi simbolicamente dell’animale e della forza necessaria per combattere, così Renzo Ferrari in questo ciclo, Al tempo del coronavirus, esalta con la pittura lo stesso potere documentativo e propiziatorio. 
    Melina Scalise  

    Le "narrazioni" di Ferrari hanno scartato le evidenze fotografiche soprattutto sanitarie di quanto giornali e TV diffondevano circa il coronavirus e attraverso delle "metafore figurali" portano testimonianza di una memoria ancestrale a confronto con il terribile tempo presente, da sempre polarità imprescindibili del linguaggio in pittura di Renzo Ferrari, che veicola soprattutto attraverso il colore una sorta di "distanza catartica" dalla drammaticità degli eventi.
    Il diario dell'artista propone, così, un susseguirsi di figure estratte dall'immaginario collettivo e dalla storia dell'arte come sabbat e diavoli, “plaga doctores” dotati della tipica maschera a becco d'uccello, cavalieri della morte, la grande giustiziera a cui tutti soccombono senza discriminazioni di potere, ideologie. 

    Plaga doctores, marzo-agosto 2020. Olio su forex 100 x 70 cm


    Tra le suggestioni più forti all'origine del diario di Ferrari, il ricordo di Egon Schiele, l'artista ucciso nel 1918, a soli vent'otto anni, dalla terribile influenza spagnola, una delle pandemie più famose della storia. Ne è scaturito un suggestivo omaggio al pittore austriaco, a sottolineare anche il legame di Ferrari con il linguaggio nervoso e drammatico della tradizione espressionista. 

    Per Egon Schiele (Al tempo della spagnola) 2009-2010-agosto 2020. Olio su tela 190 x 140 cm

    lI dipinto per Egon Schiele (al tempo della spagnola) intrapreso a partire dal 2009, ripreso nel 2010, non mi ha mai soddisfatto pienamente; fino al punto di non esporlo e accantonarlo in atelier. Nel periodo del Corona diary il quadro ritorna in ballo per la particolare attualità del tema della morte per spagnola del grande pittore austriaco Schiele. Cerco così di riprenderlo intervenendo in alcune parti che non mi convincevano e soprattutto riguardo alla sagoma della testa del pittore deprivata nelle versioni precedenti dello sguardo, riflettendo se sia possibile dare uno sguardo a chi sta per lasciare il mondo terreno. Forse con azzardo nella versione ultima ho immaginato lo sguardo di Schiele attraverso la presenza di due piccole pupille rosse e puntinate come due biospie che stanno per spegnersi. Renzo Ferrari




    Cavaliere nel giallo, marzo 2020. Olio su tavola 40 x 30 cm

    Renzo Ferrari è nato a Cadro in Svizzera nel 1939, dove vive e lavora. Ha compiuto gli studi a Milano al liceo e all'accademia di Brera e ha lavorato ed esposto nella metropoli lombarda fino al 2007. Ha proposto il suo lavoro a partire dal 1962 in una cinquantina di personali in Italia e Svizzera e partecipato a importanti collettive internazionali. Ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti quali il Premio Feltrinelli per la pittura nel 1974 e il Premio Morlotti alla carriera nel 2009. Nel 1985 Harald Szemann ha curato una sua mostra al Monte Verità di Ascona. Importanti retrospettive al Museo Civico di Bellinzona con la costituzione del fondo Ferrari 1990/1999; retrospettive al Mahn di Neuchatel in sinergia con il Masi di Lugano 2014/2015. E' stato invitato alla mostra la Pop art in Svizzera nel 2017 al Kunstmuseum di Arau. È presente con tre monografie: Pittura, Grafica e Carte nella collana Arte moderna di Skira.

    Renzo Ferrari, Corona diary. Opere 2020, Skira

    In copertina: Pollution, marzo-aprile 2020. Olio su tela 142,5 x 200 cm