Giambattista Piranesi Architetto senza tempo

    Una mostra ai Musei Civici di Bassano del Grappa

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    La mostra che i Musei Civici di Bassano dedicano al genio di Piranesi testimonia un importante progresso nello studio delle collezioni permanenti della città e consente di sottolineare alcune precisazioni sulle vicende biografiche dell’artista e della sua famiglia 
    Pierluigi Panza

    Curata da Chiara Casarin e Pierluigi Panza, la mostra su Giambattista Piranesi (1720-1778) allestita a Palazzo Sturm (21 giugno - 19 ottobre 2020) per il suo terzo centenario di nascita, propone tutti i capolavori grafici, oltre a lettere e documenti dell'artista e del figlio Francesco. Il grande patrimonio custodito nelle raccolte dei musei civici bassanesi, rappresenta il corpus quasi completo di Piranesi, circa 570 opere fra incisioni sciolte e altre racchiuse in volumi. La mostra inoltre, espone la serie completa delle Carceri d’Invenzione, porzione mancante al museo, proveniente per l'occasione dalle collezioni della Fondazione Giorgio Cini di Venezia. 


    Veduta degli avanzi di due Triclini che appartenevano alla Casa aurea di Nerone, da Vedute di Roma, 1748-1778, 395x550mm

    Architetto, disegnatore e incisore, ma anche antiquario, Giambattista Piranesi, conosciuto come il più grande esponente dell’incisione del Settecento, ha influenzato architetti, scenografi e pittori, lasciando un forte impatto anche sulla fantasia letteraria ottocentesca. Veneto di nascita, ma romano d’adozione, Piranesi giunge a Roma appena ventenne, e decide di trasferirvisi definitivamente dal 1747, quando inizia la produzione delle celebri Vedute di Roma, una raccolte di tavole raffiguranti ruderi classici e monumenti antichi di incredibile potenza grafica, presenti nelle collezioni di Bassano del Grappa. 


    Veduta interna del Sepolcro di Santa Costanza, da Vedute di Roma, 1748-1778, 395x545mm 

    Oltre alle Vedute di Roma, la mostra espone i quattro tomi delle Antichità Romane, preziosi volumi che costituiscono il fulcro della visione archeologica di Piranesi. Fondamentali per l’intera opera piranesiana e allo stesso tempo, punto di partenza per le opere successive di argomento analogo e complementare, queste tavole forniscono un quadro unitario organico della città di Roma a meta Settecento, attraverso l’individuazione di monumenti, zone e spazi, dalla cinta muraria alle porte urbane, fino alla ricca rete di acquedotti.


    Le Antichità Romane, Frontespizio tomo II, da Le Antichità Romane (1756), II edizione, Roma 1784, 258x400mm 

    Veduta del Castello dell’Acqua Felice, è una rappresentazione stratificata del tempo
    Luca Pignatelli

    Architetto di un unico edificio, Piranesi diede vita ad immagini tutt'oggi stupefacenti, visioni magnificamente oniriche e al contempo potentemente concrete e per questo destinate a colpire la fantasia di molti artisti a venire, anche contemporanei. Testimonianza di quanto l’insegnamento degli antichi sia vivo nella produzione creativa del presente, la mostra ospita il filmato realizzato da un giovane video maker sulle Carceri di Piranesi (Le carceri di invenzione, Grégoire Dupond, 2010) e un grande pannello di Luca Pignatelli (Milano 1962), appositamente creato dall'artista per la mostra di Bassano, tratto dalla serie piranesiana Vedute di Roma


    Veduta del Castello dell’Acqua Felice, Luca Pignatelli, serie Icons Unplugged 2020, 1710x2570mm, tecnica mista su masonite con orologi

    Se in Piranesi il tempo e la storia entravano nel disegno a memoria di architetture classiche e rovine immortalate nelle incisioni, nell'opera di Pignatelli a scandire il tempo e la storia sono gli orologi inseriti nella Veduta, piccoli oggetti di precisione che evocano attimi di passato e presente. Solo l’arte all'epoca di Piranesi aveva la facoltà di fermare il tempo, la natura invece, proseguiva nel suo intento "corrosivo" e al contempo poetico. Per condurre lo spettatore verso questa riflessione, Pignatelli ha riusato dei pannelli recuperati dal rivestimento di un ristorante in riva al mare che, per  l’esposizione al sole e all’aria, il tempo ha corroso rendendo la masonite ricca di effetti madreperlacei. 





    L’esposizione si snoda al quarto e quinto piano di Palazzo Sturm, recentemente restaurato. I capolavori del maestro incisore, sono esposti all’interno di cinquantasei teche in acciaio e vetro progettate dallo studio APML Architetti. Le teche sono state pensate per preservare le condizioni microclimatiche e luministiche ottimali alla conservazione di opere su carta molto fragili, esposte al pubblico in rare occasioni.

    Rai Web Cultura ringrazia
    Musei Civici di Bassano del Grappa