L'Ultima Cena di Giulio Cesare Procaccini

Un modello leonardesco a Genova

Appena entrati nella Basilica della Santissima Annunziata del Vastato si viene accolti da una splendida decorazione barocca. Stucchi dorati, affreschi, ampie colonne, creano un ambiente da togliere il fiato per ricchezza e varietà artistica 

Se ci si gira verso l’uscita della Basilica della Santissima Annunziata, sopra il portale di ingresso, non si può non rimanere colpiti dalla grande tela dell’Ultima Cena di Giulio Cesare Procaccini, il più grande dipinto per estensione conservato ancora oggi in città grazie ai suoi 40 metri quadrati. La tela è improntata sul celebre modello leonardesco: Gesù è collocato perfettamente al centro, in corrispondenza di un varco sulla parete di sfondo che crea il punto di fuga della prospettiva che serve a dare profondità al dipinto. 

La tavola imbandita rimanda al Cenacolo Vinciano, così come l’espressione di Cristo che col capo abbassato accusa Giuda del tradimento 

Proprio la notizia della presenza di un traditore tra i dodici apostoli crea il panico tra i discepoli di Gesù, ben rappresentato dal confuso movimento dei corpi e degli arti superiori dei santi. Tutto il dipinto si gioca sull’elemento chiaroscurale con la luce che entra nella tela da sinistra e scorre verso destra, dando risalto ai visi dei protagonisti.
Nel 1686, in occasione dello spostamento della tela dal refettorio della basilica all’attuale collocazione, l’opera fu ampliata con una centina ribassata posta sopra la scena principale che aumenta la penombra con un colore più opaco.


L'Ultima cena, Giulio Cesare Procaccini, 1618, olio su tela, 480x850cm, Chiesa della Santissima Annunziata del Vastato, Genova

Giulio Cesare Procaccini è uno dei maggiori esponenti della pittura barocca lombarda, oltre a essere uno dei più attivi e importanti seguaci dello stile lanciato nell’Italia Centrale a inizio Seicento da Caravaggio. Tratti peculiari del suo stile sono l’utilizzo di un colore acceso che risalta a contrasto con lo sfondo scuro, il realismo compositivo, le accentuate espressività dei volti dei protagonisti. 



L’opera è stata recentemente restaurata presso il centro La Venaria Reale di Torino in occasione della mostra dedicata a Caravaggio a Milano (Palazzo Reale, 2017), dove, per la prima volta, si è potuta vedere la tela poggiata a terra in tutta la sua grandezza. Ed è sorprendente osservare come in una superficie così ampia il dipinto sia perfettamente bilanciato grazie alla correttezza delle proporzioni dei corpi e a un interesse della descrizione del particolare che rende ancora più speciale una tela dall’eccezionale valore artistico.

Ideazione e contenuti Giacomo Montanari (storico dell'arte)
Cura dei testi Pietro Toso
Presentazione video Giorgio Dellacasa
Riprese, regia e montaggio Lorenzo Zeppa
Fotografie Fabio Bussalino