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    Casa Museo Pietro Canonica

    La vita e l'arte dello scultore nella Fortezzuola di Villa Borghese

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    Il Museo Pietro Canonica a Villa Borghese, per la sua integrità e stato di conservazione, costituisce un'importante testimonianza del modello museografico delle case d'artista.
    Oltre agli spazi espositivi, che raccolgono gran parte della produzione scultorea, ne sono parte integrante gli ambienti più intimi e privati, la dimora e l'atelier, volutamente lasciati intatti dopo la sua morte nel 1959, per espressa volontà dell'artista. Sono conservati quadri, arredi, foto e cimeli, testimonianza di una vita lunga e di un'intensa attività. 



    Pietro Canonica, nato a Moncalieri nel 1869, si affermò precocemente come scultore per la straordinaria abilità di ritrattista. Fedele alle proprie radici nella tradizione classicista, anche negli anni delle avanguardie storiche a cavallo fra Ottocento e Novecento, fu interprete dei gusti dell'alta aristocrazia italiana ed europea, richiesto da una vasta clientela internazionale. 

    Il suo lavoro che si svolge durante una carriera lunghissima è parallelo a quello dei grandi sperimentatori che tra Ottocento e Novecento cambiano le sorti dell'arte e soprattutto della figura. E' compagno di strada dei pittori futuristi, degli astrattisti, ma sembra non farsi mai influenzare da queste ricerche così rivoluzionarie e in qualche modo possiamo considerare la sua opera come un affresco della società italiana ed europea, ma non solo, della prima metà del Novecento.
    Costantino D'Orazio, storico dell'arte 

    Nella Fortezzuola, edificio appartenuto alla famiglia Borghese, dove l'artista si stabilì nel 1922 in seguito alla nomina di direttore dell'Accademia di Belle Arti di Roma, sono raccolte significative testimonianze della sua visione estetica, raffinata e idealizzante, che conquistò consensi unanimi e gli procurò importanti commissioni pubbliche

    L’originalità di questo Museo sta anche nel modo in cui la collezione si è formata: tutto il patrimonio qui raccolto, dalle sculture agli arredi antichi, dai quadri, agli oggetti preziosi dell’appartamento, sono il frutto di un’accurata selezione operata dallo stesso artista, che in prima persona, dunque, sceglie ciò che lo tramanderà ai posteri: l’immagine di sé che intende lasciare alla storia. E concepisce il suo Museo come un grande autoritratto dove sono rappresentati, in un connubio inscindibile, l’artista e l’uomo. 
    Carla Scicchitano, responsabile Museo Pietro Canonica

    Esempi importanti della scultura celebrativa di Canonica, perfettamente conforme al linguaggio aulico della tradizione, sono i monumenti equestri per Kemal Ataturk, per il re Faysal, per Simon Bolivar. Tanti i ritratti di nobildonne, come Emily Doria Pamphilj, Donna Franca Florio e volti di bambini, genere nel quale Canonica ha mostrato la sua profonda vena poetica, immagini di papi e uomini illustri, tra i quali i reali d'Inghilterra e il presidente Luigi Einaudi che nel 1950 nominerà Canonica senatore a vita per i suoi altissimi meriti artistici. 



    Si ringrazia la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali per la gentile collaborazione.