Zeri a Rocca Calascio

TGR Bellitalia, 1994

Mantello nero, bastone in mano, Zeri intercede con passo sicuro mentre sale la pendice di Rocca Calascio, su cui svetta un castello del Mille, da lui definto un "capolavoro di architettura militare"

Tratto da TGR Bellitalia (1994), La rocca di Calascio di Federico Zeri, racconta brevemente in modo chiaro e conciso, le origini storiche di un borgo medioevale sorto attorno ad un castello del XII secolo.

Nel cuore degli Abruzzi, ai piedi di Campo Imperatore in provincia di Aquila, c'è questa spettacolosa rocca, la rocca di Calascio. L'Italia è piena di queste rocche, ma quella di Calascio è una delle più impressionanti
Federico Zeri

Lo studioso, qui brillante cicerone inquadrato nel suo manto sullo sfondo del castello, descrive l'origine di una struttura posta nel punto più alto del crinale, in posizione dominante sulle vallate circostanti, un perfetto punto d'osservazione militare.
Dell'Undicesimo secolo, le prime notizie che documentano il mastio centrale del Castello, poi ampliato malgrado arriva a noi  decapitato di almeno due piani. Attorno al castello sorse la cerchia muraria e successivamente, nel Tre, Quattro e Cinquecento, le quattro torri angolari a base circolare fortemente issate nel crinale.  

Curiosamente nonostante i terremoti, nonostante le devastazioni, nonostante le invasioni, questo spettacoloso capolavoro di architettura medioevale domina ancora in modo aggressivo, tutta la zona estesissima che si può godere dal punto in cui mi trovo, nella Rocca stessa
Federico Zeri 

Della parte alta della Rocca, rimangono solo alcuni ruderi di muri, pezzi del castello che cadde in disuso a seguito di distruzioni causate dai terremoti del 1348-49 e in ultima con il sisma violento dell'Aquila nel 1461. La fortezza venne poi abbandonata con il terremoto del 1703, mentre la parte bassa, i primi due piani, furono abitati fino al secondo dopoguerra. 
Nelle vicinanze della Rocca, sul sentiero che porta a Campo Imperatore, si trova la Chiesa di Santa Maria della Pietà, eretta nel 1596, forse sorta su un'edicola rinascimentale preesistente, su pianta ottagonale, caso abbastanza unico in territorio abruzzese. Secondo la leggenda, il Santuario fu edificato nel luogo dove gli abitanti locali riuscirono a debellare una banda di briganti.
Zeri denuncia l'abbandono di un edificio storico cinquecentesco, una chiesa che al suo interno è stata completamente spogliata da atti vandalici e che oggi, conserva solo un portale ligneo barocco straordinario.

Subito sotto il Castello, si trova il paese di Rocca di Calascio, un piccolo centro che è stato abitato fino a una trentina di anni fa e che oggi si presenta non soltanto deserto, ma almeno in parte in stato di totale fatiscenza. Sarebbe criminoso abbandonare a una fine totale, questo antico centro che è estremamente pittoresco …
Federico Zeri  

Già nel 1957 infatti, il borgo e il castello di Calascio risultavano completamente disabitati. 
Nel 1994, Zeri si chiedeva chi dovesse assumersi l'onere di un così ingente restauro, intervento che un piccolo comune italiano non potrebbe sostenere da solo se non con l'aiuto di un privato.

Ma chi controlla questo privato ? C'è il pericolo che diventi uno di quei bamboleggianti luoghi di divertimento che offendono sia la storia, sia la natura, sia l'aspetto locale e regionale dei piccoli centri abitati
Federico Zeri

Dopo questo servizio di Bellitalia, a fine anni Novanta, sull'onda del successo di alcune ambientazioni cinematografiche, il castello di Rocca Calascio è stato sottoposto a lavori di restauro e alcune abitazioni del borgo medievale sono state recuperate e convertite a strutture ricettive. 
Rocca Calascio e il suo castello sono oggi una delle principali mete turistiche dell'Abruzzo aquilano.

FOTO DI COPERTINA
Rocca di Calascio © Franco Banfi/Contrasto