Giorgio de Chirico, Accademico di Francia

Franco Simongini intervista l'artista nel 1974

Il 6 novembre del 1974, Giorgio de Chirico viene insignito del titolo di Accademico di Francia.
Rai Cultura propone un’intervista all'artista realizzata dal giornalista Franco Simongini subito dopo l’ingresso nella prestigiosa Accademia francese del Pictor Optimus (Ore 20.00, 1974)
Per l'occasione, de Chirico racconta le sue esperienze nella scena parigina vissute prima della Grande Guerra, dal 1911 al '15 e successivamente dal 1925 al '30 circa. Già nel suo primo soggiorno a Parigi, de Chirico si fece notare nell'ambiente artistico per le sue opere misteriose e per nulla allineate al Cubismo dominante. Grazie al poeta Guillaume Apollinaire, suo grande stimatore ed amico, il giovane artista italiano si fece strada ed espose sia Salon d’Automne (1912), sia al Salon des Indépendants (1913).

De Chirico, che aveva padronanza della lingua francese tanto da usarla per molti sui scritti teorici, aveva preparato il discorso del suo insediamento come associato all’Istituto di Francia e Accademia delle Belle Arti nella lingua amata.
Qui, proponiamo un estratto, tradotto da Silvia Tusi (Metafisica, 2008, N° 7-8, Fondazione Giorgio de Chirico).


Un ritratto di Giorgio de Chirico scattato da Romano Gentile nel 1973 /A3/Contrasto

"Mi sento molto onorato di appartenere a questa illustre istituzione che, fondata nel XVII secolo, è diventata, nel 1803, l’Accademia di Belle Arti dell’Istituto di Francia e ha consegnato da allora al mondo illustri pittori, scultori, architetti, incisori, compositori, che l’hanno onorata con le loro idee e opere.
Farò quanto mi sarà possibile per essere degno di questa elezione. Cercherò di perfezionare la mia arte approfondendo e perfezionando la forma che è alla base di tutta la vera pittura.
Tengo ad aggiungere che non sono mai appartenuto ad alcun movimento artistico, che sono sempre stato indipendente e che il mio scopo principale è sempre stato di dipingere bene"

Anche in questa intervista di Simongini, de Chirico ribadisce i suoi rapporti con il gruppo francese di André Breton:

Col surrealismo non ho mai avuto nulla a che vedere. Se mi attribuiscono questa paternità del surrealismo, affari loro, ma io dichiaro che non ho niente a che fare col surrealismo”. E aggiunge: “Non mi fa nessun piacere essere considerato surrealista”


Nel discorso fatto in occasione della nomina prestigiosa, de Chirico afferma la sua stretta appartenenza a Parigi, alla sua gente e alla sua cultura: 
 

È stato qui, a Parigi, nel 1912, che ho avuto la mia consacrazione di pittore. In questa data ho esposto, per la prima volta, in una manifestazione ufficiale: “Il Salon d’Automne”; è qui che la critica ha cominciato a interessarsi di me ed è qui che ho venduto il mio primo quadro. Ora, nel 1974, dopo sessantadue anni di lavoro, è qui a Parigi che l’Accademia di Belle Arti consacra ufficialmente la mia carriera di pittore. Credo che il ruolo dell’artista nella Società consista soprattutto nell’esecuzione dell’opera; è giustamente nella realizzazione di questa concezione che l’artista deve fare il massimo affinché la sua opera, come hanno dimostrato i pittori e gli scultori dei tempi passati, raggiunga la perfezione, che dal punto di vista filosofico è un’utopia; ma il perseguimento di questo scopo conduce il creatore a fare sempre meglio” 


“In tutta la mia carriera di artista - continua de Chirico - sono rimasto fedele a questi principi e allo stesso tempo, sciolto da tutte le scuole, perseguendo la mia strada in mezzo a correnti contrarie, senza curarmi delle mode, fedele alla grande virtù magnificata dal nostro grande Delacroix che ha scritto nel suo diario: “Essere arditi quando si ha un passato da compromettere è il più grande segno di forza” 

Giorgio de Chirico arrivò a Parigi il 14 luglio del 1911 e rimase fino al maggio del 1915, quando con il fratello Savinio rientrava in Italia per presentarsi alle autorità militari.

Nell’intervista qui proposta, de Chirico parla anche delle sue sculture. 


Giorgio de Chirico  Atto primo, scena terza per I Puritani, di V. Bellini . Matita e tempera acquerellata su carta incollata su cartoncino.Museo Novecento, Firenze Firenze, Toscana. Foto  Ghigo Roli/Foto12 Constrasto

A Parigi, de Chirico incontrò Picasso e Apollinaire attraverso il fratello Alberto Savinio; insieme iniziarono a  frequentare "Les Soirées de Paris” dove conobbero Ardengo Soffici, Constantin Brancusi, Max Jacob e André Derain.

Apollinaire vide una mostra che de Chirico allestì nel suo studio e rimase entusiasta delle sue opere. Recensì la mostra nella rivista “L’Intransigeant” dell'ottobre del 1913. Qui, definì de Chirico, all’epoca trentatrenne, “il pittore più sorprendente della giovane generazione”  

  
Il racconto di de Chirico, spoglio di aggettivi, fa emergere la sua personalità ironica, divertente e imprevedibile, al punto che il colloquio quasi familiare con Simongini veniva introdotta dal conduttore del programma, Bruno Modugno, con una battuta al collega, che sembrava “quasi avere l’esclusiva mondiale delle interviste di de Chirico”. 


Giorgio de Chirico a Venezia intorno al 1950. Foto di Sanford Roth © 1998 Los Angeles County Museum of Art. Credit: mptvimages/contrasto