Museo Duilio Cambellotti

A Latina le opere dell'artista si uniscono a spazi dedicati alle Città di Fondazione

Il Museo Civico Duilio Cambellotti trova sede a Latina nell’edificio dell’Ex Opera Balilla progettato da Oriolo Frezzotti nel 1932.
Prima di diventare museo, l’edificio ha assolto a diversi usi: Caserma GIL (Gioventù Italiana del Littorio) nel 1937; luogo di culto durante i bombardamenti alleati che danneggiarono la Cattedrale di San Marco e, nel corso della Seconda Guerra Mondiale, rifugio per gli sfollati. Tra gli anni ’50 e ’70 del Novecento diviene palestra per le scuole ospitate presso Palazzo Emme e, infine, negli anni ’80 sede distaccata del Conservatorio di Santa Cecilia di Roma. Nel 1984 nell’edificio viene allestita la mostra Duilio Cambellotti scultore e l’Agro Pontino, dove vengono esposte più di trenta sculture dell’artista, fra cui La Pace e Il Buttero.

Da quel momento il rapporto fra Latina e Cambellotti diventa più stretto e grazie ad un primo nucleo di opere donate dagli eredi dell'artista, nel 2005, nasce il Museo Civico Duilio Cambellotti che apre con l’allestimento curato dall’architetto Franco Ziliotto.
Il museo raccoglie le sculture, i disegni, le ceramiche, i libri, le medaglie fino ai manifesti e alle lettere che documentano il rapporto fra Duilio Cambellotti  (Roma, 1896-1960) e il territorio pontino, frequentato dall'artista sin dai primi anni del Novecento. Nucleo centrale del museo sono i cartoni originali preparatori e i bozzetti a tempera, matita e china che raccontano l’iter creativo della Redenzione dell’Agro del 1934, realizzato dall’artista per il Palazzo del Governo di Latina, l’odierna Prefettura in Piazza della Libertà. L’intensa attività scultorea dell'artista è ben documentata attraverso un ampio numero di opere come il Buttero (1918-19), le Vacche aratrici (1924) , il Vomere (1925), la Pace (1914-1919).


Duilio Cambellotti: Redenzione dell'Agro, 1934. Tempera su carta mm. 185x473

Le sale tematiche ospitano i numerosi bozzetti che ci illustrano come e quanto Cambellotti intendesse la sua attività scultorea in chiave architettonica. Tra questi sono gli studi preparatori per il Monumento ai Caduti di Priverno, di Terracina (1919) e Borgo Hermada (1959); i due rilievi in gesso con l’Allegoria della Giustizia; la versione in cera scura della Pace (1914-19); gli studi per il Fontanile delle pecore, 1930c., ; i grandi cartoni delle vetrate con la Madonna in trono e gli Angeli, 1918-19 unitamente a numerose ceramiche e terracotte dipinte. Duilio Cambellotti ha prodotto molto e in molti settori legati alle arti figurative e alle arti applicate, dalla scultura all’incisione, sino a ricomprendere il lavoro ceramico. Nelle due sale che compongono la prima parte del percorso espositivo si trovano molte delle opere legate a tali arti – sculture, medaglie, pitture e xilografie -, le quali evidenziano l’evoluzione stilistica e formale di Duilio Cambellotti.


Duilio Cambellotti: La Fonte della Palude, 1912. Sculture in gesso

La collezione di opere di Duilio Cambellotti in un allestimento permanente rinnovato nel 2021, incentrato sugli aspetti estetici e sociali della poliedrica produzione dell’artista, costituisce il fulcro attorno a cui ruotano spazi riservati all’approfondimento della storia e della cultura dell’Agro Pontino e delle Città di Fondazione. Tra le collezioni ospitate nel Museo di particolare rilievo è il Fondo Oriolo Frezzotti, un nucleo di 862 disegni relativi a 95 progetti prodotti dal 1907 al 1959 che  permette un’immersione totale nell’idea progettuale della città di Littoria, dall’impianto urbanistico, agli edifici, fino a scendere nei particolari degli arredamenti degli uffici pubblici, per allargarsi anche al resto della produzione dell’architetto romano.


Museo Duilio Cambellotti: l'edificio di Oriolo Frezzotti, 1932

Attualmente del patrimonio museale fanno parte tre fondi fotografici che illustrano alcune fasi della Bonifica Integrale e delle origini della città, documentate dagli stessi protagonisti degli eventi. I fondi sono accessibili a studiosi e ricercatori nell’ambito della attività svolte dal Centro di documentazione e sono stati oggetto di un progetto di digitalizzazione che ne permette la fruizione al pubblico. Oggi il Museo è un centro di coordinamento sul territorio, per la rete di musei delle Città di Fondazione e la rivalutazione del territorio anche in chiave turistica e un centro di documentazione per costruire una memoria collettiva e un’identità cittadina.

 Il Museo è infine anche un centro di formazione permanente che, grazie ad una serie di attività, crea nuove competenze professionali destinate a lavorare alla valorizzazione del patrimonio culturale locale e nazionale.