MetaMic: entrare nella mente dell'artista

Le fonti storiche e documentarie delle ricostruzioni

Federico Bellini, docente dell'Università di Camerino presenta il progetto MetaMic: a participatory metaverse of unbuilt architectures of Michelangelo, una ricerca finanziata nell’ambito del PRIN PNRR, concepita con l’obiettivo di sviluppare una piattaforma digitale interattiva e partecipativa di nuova generazione dedicata ai beni culturali. La ricerca coinvolge quattro unità operative: l’Università di Camerino, l’Università di Firenze, l’Università IUAV di Venezia, l'Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del CNR.

Il cuore del progetto è la ricostruzione tridimensionale e la fruizione in realtà aumentata di una serie di architetture di Michelangelo Buonarroti che non furono mai realizzate, ma che il maestro concepì e sviluppò attraverso disegni, studi progettuali e, in alcuni casi, modelli. 
Si tratta quindi di architetture esistite solo come progetto, oggi restituite attraverso ipotesi ricostruttive rigorosamente fondate su fonti storiche e documentarie, nell'intento di innovare le modalità di fruizione del patrimonio culturale, trasformando l'immaginazione dell'artista in un'esperienza visiva esplorabile. 

MetaMic introduce una doppia dimensione di virtualità: da un lato quella propria del mezzo digitale e immersivo, dall’altro quella intrinseca a queste architetture, mai esistite se non nella mente di Michelangelo.

La scelta di Michelangelo non è casuale: oltre a essere uno dei protagonisti assoluti della storia dell’architettura rinascimentale e occidentale, è anche l’architetto che ha lasciato il maggior numero di tracce progettuali, rendendo possibile, più che per altri maestri coevi, un tentativo di ricostruzione tridimensionale fondato su basi solide e verificabili.

MetaMic si configura come la prima piattaforma per i beni culturali con queste caratteristiche, fortemente sperimentale e ispirata, per alcuni aspetti, alle logiche dei metaversi contemporanei. Gli utenti potranno immergersi all’interno delle architetture ricostruite, esplorarle in realtà aumentata con un alto grado di virtualità, compiere azioni nello spazio e accedere a finestre informative che integrano contenuti storici, critici e interpretativi. La piattaforma consentirà di passare da un progetto architettonico all’altro, offrendo un’esperienza di visita inedita e interrogandosi in modo diretto sull’impatto percettivo di architetture mai costruite ma oggi nuovamente “abitabili” nello spazio digitale.

Un elemento distintivo del progetto è l’attenzione ai diversi livelli di utenza. MetaMic è pensata per un pubblico ampio e stratificato: dagli appassionati d’arte e dalle scolaresche, incluse le scuole medie e superiori, fino a studenti universitari, utenti culturalmente più strutturati e, infine, agli specialisti di Michelangelo. Per questi ultimi, la piattaforma si propone come uno spazio aperto e collaborativo, in cui sarà possibile contribuire con osservazioni, suggerimenti e proposte interpretative, dando vita a una vera e propria comunità virtuale di studio dedicata all’architettura michelangiolesca non realizzata.

Le architetture ricostruite sono numerose e frutto di un lavoro complesso e articolato, che ha richiesto verifiche metriche, passaggi dal disegno bidimensionale al modello tridimensionale e un continuo confronto critico con le fonti. Tra i progetti affrontati figurano tre diverse facciate per la Basilica di San Lorenzo, diverse soluzioni per le sepolture dei duchi, dei magnifici e dei papi nella Sagrestia Nuova e nel coro di San Lorenzo; il progetto per la Basilica di San Pietro così come tramandato dalle celebri stampe di Dupérac; tre progetti per la Basilica di San Giovanni dei Fiorentini; cinque varianti degli scaloni del Ricetto della Biblioteca Laurenziana, oltre al primo progetto del Ricetto stesso e al progetto per la libreria triangolare; due progetti di fortificazioni per le mura fiorentine nella zona di Porta al Prato d'Ognissanti e Punta al Prato (questi ultimi elaborati in seguito alla nomina di Michelangelo nel 1529, a "Governatore e Procuratore generale" delle fortificazioni di Firenze).

È importante sottolineare che la selezione dei progetti è stata guidata da un criterio di rigore scientifico: sono stati esclusi quei disegni e schizzi in cui i margini di incertezza risultavano eccessivi, per evitare ricostruzioni arbitrarie o spettacolari prive di fondamento. L’intento non è creare una “Disneyland” dell’architettura rinascimentale, ma proporre ipotesi ricostruttive sostenute da una ragionevole probabilità storica.
MetaMic introduce così una doppia dimensione di virtualità: da un lato quella propria del mezzo digitale e immersivo, dall’altro quella intrinseca a queste architetture, mai esistite se non nella mente di Michelangelo. I risultati finora raggiunti, pur ancora parziali e perfezionabili, sono incoraggianti. La vera sfida — e al tempo stesso la maggiore attesa — riguarda l’impatto finale della piattaforma una volta pienamente operativa: la possibilità di “visitare” ciò che non è mai stato costruito, aprendo nuove prospettive di ricerca, divulgazione e percezione dell’architettura michelangiolesca. 

Le interviste sono state realizzate in occasione del convegno Michelangelo Buonarroti e l'Architettura - Roma, Accademia Nazionale di San Luca (28-29 gennaio 2026)

Foto di copertina: piattaforma Web3D MetaMic, dettaglio studio della Sagrestia Nuova