Meraviglie del Grand Tour al Museo Poldi Pezzoli
Dal Settecento a Özpetek: tra memoria e visione
Datata 1757, Roma Antica è uno dei più celebri esempi di “metapittura” del Settecento europeo. Panini immagina una sontuosa galleria in cui espone oltre cinquanta sue vedute e rovine dell’antichità classica, affiancate da statue iconiche. Al centro della scena compaiono l’artista e il suo committente, l’ambasciatore francese a Roma — il conte di Stainville, duca di Choiseul — testimoniando il legame stretto tra diplomazia, cultura e collezionismo.Data l’importanza che le Olimpiadi invernali ricopriranno per la città di Milano – dichiara Alessandra Quarto, direttrice del Museo - il Poldi Pezzoli ha risposto all’invito delle istituzioni regionali e cittadine con un progetto culturale realizzato grazie alla collaborazione con il Metropolitan Museum of Art di New York. Una occasione per rivivere le emozioni e le esperienze del Grand Tour attraverso la valorizzazione delle collezioni del Museo, e in special modo, alcune donazioni preziose ricevute negli anni”.
L’opera è da sempre considerata l’emblema del Grand Tour, il viaggio di formazione che conduceva gli aristocratici del Nord Europa verso l’Italia, e in particolare verso Roma, meta imprescindibile di educazione al gusto e all’antico. Non si trattava soltanto di un itinerario geografico, ma di un percorso identitario: un’esperienza destinata a tradursi in memoria e conoscenza.
Giovanni Paolo Panini Interno del Pantheon (1743)
Il percorso espositivo dialoga con un’altra opera di Panini, l’Interno del Pantheon (1743) , acquisita dal museo nel 2024 grazie alla donazione di Giovanna Zanuso: un’aggiunta significativa, poiché fino ad allora nessuna opera dell’artista era presente nelle collezioni pubbliche milanesi.
Accanto a questo nucleo si inseriscono due vedute di Gaspar van Wittel — Veduta panoramica di Roma da Villa Medici e Veduta panoramica di Roma dalla Trinità dei Monti — autentici souvenir pittorici per viaggiatori facoltosi.
Il “tour” comprende inoltre un sarcofago romano del III secolo d.C. recentemente restaurato, la riproduzione in porcellana dura (1749) del celebre gruppo del Laocoonte e i suoi figli realizzata dalla Manifattura Ginori di Doccia, una selezione di gioielli in micromosaico — tipica produzione romana della seconda metà del Settecento — e due guide storiche, tra cui Les Délices d’Italie, testimonianza concreta delle modalità con cui si pianificava il viaggio.
In mostra sono esposti per la prima volta anche i 28 ventagli del Grand Tour, giunti al museo per legato testamentario: oggetti raffinati, decorati con vedute di Roma, Napoli e Paestum, frammenti tangibili di meraviglia che i viaggiatori conservavano come veri e propri souvenir del loro viaggio in Italia.
A completare il percorso della mostra è l’opera video Tutti gli DÈI, firmata dal regista Ferzan Özpetek.
Sopra, un fotogramma della videoinstallazione Tutti gli DÈI di Ferzan Özpetek, parte della mostra Meraviglie del Grand Tour al Museo Poldi Pezzoli.©FondacoItalia
Il contributo cinematografico introduce un linguaggio contemporaneo capace di ampliare la narrazione storica: il Grand Tour diventa così esperienza interiore, ponte tra passato e presente, tra memoria e visione.Questa opera è, per me, l’emblema del Grand Tour: con un solo quadro si rende omaggio a un intero museo, a tutta la memoria e la bellezza che esso custodisce. In "Roma Antica" di Panini c’è l’idea di un viaggio non solo geografico ma pure interiore: ogni rovina, ogni luce, ogni volto è un sentimento. Ho voluto che il film nascesse da un gesto semplice — la luce del Pantheon che illumina il volto di una donna addormentata — per raccontare come l’arte possa ancora oggi risvegliarci, sorprenderci, farci sentire vivi», dichiara Özpetek.
Note sul Museo Poldi Pezzoli
Fondato sull’eredità di Gian Giacomo Poldi Pezzoli, il museo conserva oltre 6.000 oggetti — dipinti, sculture, orologi, porcellane, tessuti — in un allestimento che mantiene l’atmosfera intima di una dimora ottocentesca. Meraviglie del Grand Tour valorizza proprio questa dimensione: il collezionismo come gesto di condivisione, la raccolta come racconto aperto alla comunità.
In copertina: Giovanni Paolo Panini Roma Antica (1757) in prestito al Museo Poldi Pezzo dal Metropolitan Museum of Art di New York