Agnès Varda. Qui e là, tra Parigi e Roma
Una mostra a Villa Medici
Dal 25 febbraio al 25 maggio 2026, l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici rende omaggio all’opera fotografica dell’artista e regista Agnès Varda (1928-2019) con la prima grande retrospettiva a lei dedicata in Italia, in occasione del settantesimo anniversario del gemellaggio tra Parigi e Roma.
La mostra mette in dialogo l’attività fotografica e quella cinematografica attraverso un insieme di 130 stampe originali, estratti di film, pubblicazioni, documenti, manifesti, fotografie di scena e oggetti appartenuti all’artista. Frutto di un lavoro di ricerca durato oltre due anni, si fonda sul fondo fotografico di Agnès Varda e sugli archivi di Ciné-Tamaris, la società di produzione da lei fondata, oggi diretta dai figli Rosalie Varda e Mathieu Demy.

Agnès Varda Autoportrait devant une peinture de Gentile Bellini, Venise, 1959. © Succession Agnès Varda
Il percorso ripercorre gli esordi dell’artista come fotografa e il suo insediamento, all’inizio degli anni Cinquanta, nel cortile di rue Daguerre, trasformato in studio di posa, laboratorio fotografico e sede della sua prima mostra nel 1954. Condiviso in seguito con il compagno Jacques Demy, quel luogo diventa il centro vitale del suo universo creativo. Fotografie ed estratti di film restituiscono uno sguardo anticonvenzionale, attraversato da ironia e singolarità, rivolto alle strade della capitale e ai suoi abitanti. Attraverso opere come Cléo de 5 à 7 (1962) e Daguerréotypes (1975), emerge con forza la sua attenzione costante per le donne e per le esistenze marginali.
La mostra riunisce inoltre opere di diversi artisti, presentate in dialogo con le fotografie e i film di Agnès Varda: Giancarlo Botti, Michaële Buisson, Alexander Calder, Martine Franck, Dominique Genty, JR, Liliane de Kermadec, Michèle Laurent, Claude Nori, Laurent Sully-Jaulmes, Robert Picard, Valentine Schlegel, Collier Schorr.
La sezione L'Italia di Agnès Varda, dedicata ai soggiorni e ai lavori realizzati nel nostro paese, è curata da Carole Sandrin dell'Institut pour la photographie.
Il lavoro di Agnès Varda è inoltre protagonista di Viva Varda (6 marzo 2026 – 7 febbraio 2027), alla Galleria Modernissimo della Cineteca di Bologna, realizzata in collaborazione con la Cinémathèque française. L’esposizione ripercorre l’intera opera della prima cineasta ad aver ricevuto l’Oscar onorario per l’insieme della sua carriera.
La retrospettiva presentata a Villa Medici trae origine dalla mostra ideata dal musée Carnavalet – Histoire de Paris, curata da Anne de Mondenard con Paris Musées, e presentata a Parigi dal 9 aprile al 24 agosto 2025.
La mostra, curata da Anne de Mondenard, invita a un’immersione nella Parigi del dopoguerra e, in particolare, nel cortile-atelier di rue Daguerre, luogo di vita, creazione e sperimentazione per quasi sette decenni, inscindibile dalla sua opera. Agli anni parigini fanno eco le fotografie realizzate durante i suoi viaggi in Italia, da Venezia a Roma, nelle ville e nei giardini rinascimentali o sui set cinematografici. Attraverso i luoghi e le figure che l’hanno ispirata, il percorso restituisce il profilo di un’artista prolifica e singolare.
La mostra mette in dialogo l’attività fotografica e quella cinematografica attraverso un insieme di 130 stampe originali, estratti di film, pubblicazioni, documenti, manifesti, fotografie di scena e oggetti appartenuti all’artista. Frutto di un lavoro di ricerca durato oltre due anni, si fonda sul fondo fotografico di Agnès Varda e sugli archivi di Ciné-Tamaris, la società di produzione da lei fondata, oggi diretta dai figli Rosalie Varda e Mathieu Demy.

Agnès Varda Autoportrait devant une peinture de Gentile Bellini, Venise, 1959. © Succession Agnès Varda
Il percorso ripercorre gli esordi dell’artista come fotografa e il suo insediamento, all’inizio degli anni Cinquanta, nel cortile di rue Daguerre, trasformato in studio di posa, laboratorio fotografico e sede della sua prima mostra nel 1954. Condiviso in seguito con il compagno Jacques Demy, quel luogo diventa il centro vitale del suo universo creativo. Fotografie ed estratti di film restituiscono uno sguardo anticonvenzionale, attraversato da ironia e singolarità, rivolto alle strade della capitale e ai suoi abitanti. Attraverso opere come Cléo de 5 à 7 (1962) e Daguerréotypes (1975), emerge con forza la sua attenzione costante per le donne e per le esistenze marginali.
La mostra riunisce inoltre opere di diversi artisti, presentate in dialogo con le fotografie e i film di Agnès Varda: Giancarlo Botti, Michaële Buisson, Alexander Calder, Martine Franck, Dominique Genty, JR, Liliane de Kermadec, Michèle Laurent, Claude Nori, Laurent Sully-Jaulmes, Robert Picard, Valentine Schlegel, Collier Schorr.
La sezione L'Italia di Agnès Varda, dedicata ai soggiorni e ai lavori realizzati nel nostro paese, è curata da Carole Sandrin dell'Institut pour la photographie.
Il lavoro di Agnès Varda è inoltre protagonista di Viva Varda (6 marzo 2026 – 7 febbraio 2027), alla Galleria Modernissimo della Cineteca di Bologna, realizzata in collaborazione con la Cinémathèque française. L’esposizione ripercorre l’intera opera della prima cineasta ad aver ricevuto l’Oscar onorario per l’insieme della sua carriera.
La retrospettiva presentata a Villa Medici trae origine dalla mostra ideata dal musée Carnavalet – Histoire de Paris, curata da Anne de Mondenard con Paris Musées, e presentata a Parigi dal 9 aprile al 24 agosto 2025.