EAR: Purché tiri al favoloso

Giovan Battista Marino tra mito, metamorfosi e tecnologia

A quattrocento anni di distanza, Giovan Battista Marino (1569 - 1625) torna a parlare al presente attraverso una mostra immersiva, allestita presso l'Accademia di Belle Arti di Roma, che ne restituisce la sorprendente attualità. Purché tiri al favoloso, a cura di Dalma Frascarelli e Floriana Boni, non è una mostra letteraria in senso tradizionale, ma un’esperienza che mette in dialogo parola, immagine, spazio e tecnologia per raccontare il Barocco come linguaggio della complessità e della meraviglia.

Il percorso espositivo, sviluppato nell’ambito del progetto internazionale EAR – Enacting Artistic Research finanziato dal PNNR nell'ambito di Next Generation EU, attraversa il pensiero di Marino come dispositivo creativo fondato sull’ecfrasi, sulla metamorfosi e sulla costruzione di mondi sensoriali. Una pratica che, riletta oggi, anticipa alcune delle dinamiche proprie dell’intelligenza artificiale generativa: la capacità di evocare immagini, concatenare visioni, costruire narrazioni a partire da input linguistici.

Purché tiri al favoloso restituisce Marino non solo come figura centrale del Barocco, ma come autore capace di parlare al presente, offrendo una chiave di lettura contemporanea del rapporto tra linguaggio, immaginazione e tecnologia.

Grazie a un allestimento immersivo e all’uso di tecnologie avanzate, il pubblico è invitato a entrare nella “galleria ideale” di Marino e, attraverso un’applicazione in realtà virtuale, a varcare la soglia del suo camerino privato, spazio simbolico della creazione. La mostra dimostra come la ricerca artistica possa farsi strumento di rilettura del patrimonio, trasformando la storia della letteratura in esperienza contemporanea e accessibile.
In questo senso, la mostra mette in luce il carattere sorprendentemente anticipatorio del pensiero di Giovan Battista Marino. La sua pratica dell’ecfrasi e della “galleria ideale”, fondata sulla parola come generatrice di immagini, appare oggi come una prefigurazione dei meccanismi di prompting propri dell’intelligenza artificiale generativa. 


Frans Pourbus il Giovane, Ritratto di Giovan Battista Marino (dettaglio), ca. 1621, Detroit, Detroit Institute of Arts 

Il testo di riferimento per l'ideazione della videoinstallazione è La Galeria, l'opera in cui Marino affronta programmaticamente il rapporto tra parola e immagine.
Pubblicata nel 1619, La Galeria è frutto della passione dell'autore per la pittura della quale, scriveva "non dico ch'io mi diletto, ma impazzisco". La fascinazione si intreccia con la bramosia collezionistica nella continua ricerca di disegni, stampe e dipinti da porre in dialogo con i testi, ma soprattutto con una straordinaria memoria visiva e un altrettanto straordinaria immaginazione. Considerando che il testo è concepito dall'autore come la raccolta di impressioni visive nate dalla passeggiata nella galleria della propria mente, la videoinstallazione evoca l'ambiente figurato dal poeta attraverso la creazione di uno spazio virtuale, nel pieno rispetto dello stesso modus operandi dell'autore. Nella videoinstallazione la selezione è composta da sette dipinti centrali strettamente connessi alla biografia del Marino. Attorno ad essi ruotano ulteriori immagini sia di altri quadri, sia di ambientazioni naturalistiche ed emotive. La scelta ha privilegiato opere che sono sembrate filologicamente più corrette per sviluppare il dialogo tra testo e raffigurazioni. 

Il progetto Purché tiri al favoloso affianca alla videoinstallazione la creazione di un ambiente in VR che consente di entrare in una sorta di "camerino ideale" del poeta. Questo secondo percorso nell'opera dello scrittore è legato più strettamente al poema mitologico l'Adone, pubblicato a Parigi nel 1623, che descrive le vicende amorose di Adone e Venere. Anche lo spazio in VR non ricostruisce un ambiente realmente esistito ed ospita disegni e dipinti strettamente legati alle immagini evocate da Marino. Il dispositivo VR sfrutta l'isolamento percettivo offerto dal visore per trasformare il rapporto con le immagini in un incontro individuale e quasi confidenziale. 
L'esperienza VR è stata progettata e sviluppata dall'Università Politecnica delle Marche insieme ad ABA Roma.

Foto di copertina: Prospettive dell’allestimento della videoinstallazione dedicata alle Favole della Galeria di Giovan Battista Marino. Foto di Giuseppe Di Giovanni